Giustizia nostra,
che sei nei cieli

 

Prendiamo i concetti, le idee di giustizia, solidarietà, uguaglianza, libertà, fraternità, democrazia e via di seguito.

Anche se ognuno le intende un po' a modo suo, dato che alla fine facciamo tutti parte del genere umano, con la predisposizione alla fruizione dei diritti umani fondamentali e col dovere di rispettarli negli altri, tutti quanti riteniamo tali concetti, tali idee astratte, dei Valori. Tutti quanti poi sappiamo bene che questi valori, che questi concetti, che queste idee, finché restano astratti, rimangono ininfluenti, inefficaci.

La giustizia, senza rapporti giusti fra le persone, o non esiste, o resta astratta ed ininfluente; l'uguaglianza, se resta un concetto teorico disincarnato e non rende omogenee le condizioni di coloro che dovrebbero essere uguali fra loro, o non esiste, o esiste solo nella trascendenza e non nella concretezza storica, nel quotidiano, e perciò resta irrilevante, inutile, pura utopia. La stessa cosa vale per la solidarietà, la libertà, la fraternità, la democrazia. Se esse non vengono concretizzate da scelte solidali, libere, fraterne, democratiche, scelte messe in atto dalle persone che le devono far proprie e praticare, restano nell'iperuranio a contemplare il casino di cui noi stessi siamo origine quando mettiamo in atto il pio esercizio dei "cavoli nostri".

I Valori poi hanno anche un'altra caratteristica preziosa e complessa, oltre a quella della necessità di venire concretizzati per agire e trasformare: tale caratteristica é la loro interconnessione: l'azione giusta persegue l'eguaglianza, va scelta in libertà, realizza fraternità, solidarietà, democrazia.

Come si può intuire, i Valori sono tanti e al tempo stesso una Unità indivisibile. Pian piano, riflettendo, si arriva al concetto di questa Unità indivisibile dei Valori, dalle diverse sfaccettature ma tutte interconnesse è complementari fra di loro... si arriva al concetto stesso di Dio.

E qui si arriva al nocciolo del problema. Tutti siamo d'accordo che la Giustizia, se non trova delle concretizzazioni che incidano sulla materialità dei rapporti reali fra le persone, gli animali e le cose, o non esiste, o resta a un livello astratto, inefficace, inutile. Qual é invece il nostro atteggiamento concreto, reale, quotidiano? Giustizia nostra che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, mentre noi ci occupiamo del nostro benessere e dei nostri affari.

Ora é vero che la Giustizia é ancora trascendente, nei cieli, nel futuro, ma i soggetti che la devono santificare nel mondo, darle regalità in questo mondo, agire secondo Lei sempre ed ovunque nel mondo siamo noi, siamo per forza noi, non possiamo non essere noi. Ha senso pregare la Giustizia e parallelamente muoversi secondo la logica di questo mondo, sempre più condizionato dagli idoli dell'accumulo e del mercato, del profitto, del potere, del piacere, idoli che questa giustizia, questa unità di Valori, strutturalmente la negano, la rendono impossibile, impraticabile? Di senso direi proprio che non ne ha.

Eppure é, questo, lo stesso nostro atteggiamento in rapporto a Dio. Quello che vale per la Giustizia, infatti é analogo se non identico a quello che vale in rapporto a Dio (Javé il Giusto). Allora noi da un lato preghiamo Dio che intervenga a mettere a posto le cose, e nel frattempo noi continuiamo a vivere quella soggettività strutturalmente maligna che genera e incancrenisce i problemi per la soluzione dei quali ci dedichiamo più o meno saltuariamente a pregare per l'intervento di Dio.

Il problema perciò é e resta quello della concretizzazione, della materializzazione, della traduzione in opere, della trasformazione della realtà concreta secondo i Valori, secondo Dio, e il problema dei problemi é quello di capire che tutto questo passa per le nostre mani, per le nostre scelte, per i nostri comportamenti concreti e quotidiani in rapporto agli altri viventi e a tutto il creato.

Come la giustizia senza le nostre scelte ed i nostri comportamenti giusti non esiste fra noi, così Dio, senza il nostro amarci fra noi come Dio ci ama non esiste fra noi. Gesù ci ha rivelato che Dio é più che giusto, che ci é Padre, e che ci ama di un amore incondizionato perché sue creature, suoi figli, tutti suoi figli. Questo amore però deve prendere corpo, deve concretizzarsi, deve materializzarsi e tradursi in opere, e tutto questo passa necessariamente, strutturalmente, attraverso di noi.

Dio é Spirito, il corpo dobbiamo metterlo noi. Quando uno ama, in quel momento dà corpo a Dio nel mondo, Lo interconnette al mondo, Lo rende operativo nel mondo,e questo amore del Padre per noi passa strutturalmente attraverso di noi per arrivare a noi. Quando amiamo, serviamo, condividiamo il necessario alla vita, Dio prende corpo, il nostro, ed opera, e trasforma, e toglie sofferenza e dolore, e porta serenità, e strumenti nuovi, e una inesauribile ricchezza di doni, e allora la creazione si piega alla dolcezza dell'amore, e il Regno prende corpo, e i viventi sono saziati, e nessuno porta dolore a nessuno.

Diventiamo come una sterminata foresta: trasformiamo la materia in vita, prendiamo il negativo e lo purifichiamo, non usiamo violenza, facciamo da riparo anche alle creaturine più esposte, coniughiamo finalmente la vita con la pace, con la bellezza, con l'amore, con l'accoglienza, con la curiosità per la biodiversità inesauribile e meravigliosasenza il dolore, senza la separazione, senza la morte, o con la certezza di una nostra presenza e continuità in forme nuove e sconosciute ma sempre in condizione di fruire del miracolo che non ha eguali, della Vita.

Stop, mi sto perdendo, ed é bello perdersi in questo mare, ma é presto per farlo e torniamo a noi. Come non ha senso pregare la Giustizia che faccia lei le cose giuste, e noi i cavoli nostri, così non ha senso pregare Dio-Amore che ami Lui gli altri viventi mentre noi ci determiniamo a servire con la maggior professionalità possibile sire Mammona, che gli altri viventi certo non li ama, ma semplicemente li usa, e quindi li butta. Noi non siamo al mondo per servire Dio, noi semplicemente non siamo nostri, siamo suoi, sue mani, suoi tralci, e lo siamo non per servire Lui, ma per servire il mondo, e completarlo in Regno.

Siamo noi le mani della Giustizia e dell'Amore che la supera, le interconnessione dello Spirito col mondo, e la laicità fraterna e solidale é la via necessaria e ineludibile per compiere il mondo secondo Dio. Proviamo a capire, e a fare, e Lui farà nuove tutte le cose.

Mario Mariotti