Le
due eucarestie
Quando ero
bambino, come ogni futuro buon
cattolico mi avevano
mandato alla dottrina: da
piccoli neppure si può pensare che
un adulto autorevole come il Sacerdote ci possa raccontare cose non
vere e ci possa depistare. Sarà stato in
buona fede, essendo stato
educato, formato a sua volta, nella logica religiosa della dottrina,
e quindi trasmetteva a me, appunto, la dottrina.
Quale era
la versione che veniva trasmessa dell’Eucarestia? Il sacerdote, al
momento della consacrazione, aveva il potere di
trans-sustanziare il pane e il vino nel corpo e nel sangue del
Signore.
Questa Presenza reale veniva
offerta in sacrificio al Padre, e poi i
fedeli che si accostavano all'Eucarestia mangiavano di quel Pane, che
aveva il potere di salvare loro stessi per la vita eterna. Per supportare
questo evento-miracolo della trans-sustanziazione, veniva
raccontato il miracolo di Bolsena: un sacerdote aveva dubitato, ed ecco
una goccia di sangue uscire dall’ostia spezzata.
Questa
è l'Eucarestia in accezione religiosa: col miracolo della Presenza
reale, col potere salvifico autonomo del Sacramento, col potere
enorme
della casta sacerdotale che opera il miracolo e gestisce il Sacramento,
con la logica dell’Agnello che si sacrifica per tutti per togliere il
peccato dal mondo e riconciliare noi stesso col Padre, con la certezza
che basti credere nel Signore e mangiare di quel Pane, per avere la
vita eterna e resuscitare nell’ultimo giorno.
Ecco,
invece, l’Eucarestia che si converte alla logica
dell’Incarnazione:
- Gesù non
salva, ma è paradigma di salvezza: di come ci
salva e cioé salvando gli altri
- Il Corpus Domini siamo noi, in quanto
dotati della possibilità
di amare: quando amiamo, serviamo, lavoriamo per gli altri e
condividiamo, siamo i corpi dello Spirito che é presente ed
opera attraverso di noi per la costruzione del Regno
- Non c’è un Agnello innocente che paga per
tutti, ma ognuno di
noi si deve caricare delle croci altrui
- Il pane e il vino
sono i simboli del necessario alla vita e della
gioia: come il Signore ha fatto per noi, così noi dobbiamo fare
per gli altri: fare di noi stessi il necessario e la gioia per gli
altri viventi
- Il pane e il vino
vengono spezzati e condivisi: qui si realizza il
sacrificio di se stessi e la salvezza concreta degli altri viventi, che
possono attingere e fruire del necessario e della gioia
- I verbi “credere" e
"mangiare” vanno sostituiti dai verbi “amare" e
"condividere”: credere ha un senso ideologico, mentre l’amare è
una prassi, è una materializzazione dello spirito che viene
tradotto in opere; inoltre il mangiare è un prendere, è
un usare gli altri per se stessi, mentre lo Spirito è
nell’Amare, e l’Amare si determina strutturalmente nel dare, nel dare
se stessi, e quindi nel condividere
- Il
sacramento non ha potere magico, e non esiste nemmeno come potere:
l'unico
“sacro” devono essere, per ognuno di noi, gli altri viventi, in quanto
essi pure, come noi, sono oggettivazione dell’amore del Padre creatore,
e quindi nostri fratelli
- L'unico sacro
é l'Amare, perché lì abita, alita
ed opera lo Spirito, che chiede il nostro sì e lavora con le nostre
mani per rendere il mondo docile e ostaggio
dell’Amore incarnato, cioè di Se stesso
- Il farsi eucarestia, il farsi pane e
condividere, si muovono
strutturalmente in una dimensione laica: i tralci uniti alla vite
producono e danno frutto alle altre creature, a loro volta tralci della
Vite, danno il loro frutto a noi: così l’Amare genera, serve,
sostiene ed arricchisce la vita
- Una
sintesi molto significativa potrebbe allora essere la seguente:
nel pane e nel vino possono essere simboleggiati il necessario e la
gioia della vita; nel prendete,
questo é il mio corpo
c'é l'offerta di se stessi, c'é il pagare di
persona, e non di uno che paga per noi; infine, nello spezzare
é simboleggiata la condivisione che allude ad un mondo in cui
tutti i viventi possano fruire della ricchezza dei doni che il Padre
vuole siano destinati a tutti
Leggendo
queste due concezioni dell'Eucarestia (quella che mi era stata
trasmessa alla dottrina e
quella che mi è stata trasmessa
dalla
frequentazione e
dalla comunione con i viventi in
difficoltà, che mi sono stati maestri di teologia) ci si
può rendere conto della differenza abissale, e della
altrettanto abissale differenza relativa alle loro conseguenze.
La prima
fa da testata d’angolo alla traduzione religiosa
dell’evento-Incarnazione, per cui chi era venuto per liberarci dalla
religione è stato, a sua volta, tradotto in religione;
perciò abbiamo tutte le serafiche traduzioni nelle opere del
cristianesimo reale di quelle radici cristiane i cui frutti vanno
dall'inquisizione all'olocausto, alla simbiosi col capitalismo privato
e col mercato; per cui possiamo riconoscere tali radici nei
frutti dell’Opus Dei e di CL (“comunione” con Dio
sponsorizzato da Mammona, e “liberazione” da un Vangelo che definisce i
Beati i poveri per scelta quale progetto di Dio per noi).
La
seconda è il frutto di una rinascita,
è una conquista preziosa che fa capire la fondazione evangelica
della laicità; è la presa di coscienza del modo di
intervenire dell’amore di Dio nella storia degli uomini; è la
messa a fuoco dei due strumenti, la cultura del necessario e la
condivisone con amore, che sono indispensabili per portare a compimento
la creazione nel Regno, mondo d’amore tutto compiuto in tutti.
A questo
punto sorge necessariamente la domanda: come fare a convertire
il prossimo dalla prima alla seconda concezione, se è vero, come
è vero, che quasi tutti i sacerdoti sono in buona fede, e se i
bambini continuano a venir mandati alla dottrina, e quindi ricevono
un inprinting ideologico del Vangelo, dal quale
con grande
difficoltà forse riusciranno, come sta avvenendo per me, a
liberarsi?
Ma
c'è un altro soggetto
che, più dei sacerdoti, oggi
fa dottrina, e che più
di loro è responsabile della formazione
culturale delle nuove generazioni. Parlo della TV, che infiltra (anche
lei in buona fede?) le metastasi dell’individualismo,
della competizione, del beati gli
indefinitamente ricchi per 24 ore
al giorno, che opera la separazione fra il denaro e il lavoro, che
bestemmia l’orfano, la vedova e lo straniero
premiando l’evaquazione di cavolate, e consolidando dunque il
sistema responsabile delle
enormi differenze di condizione
fra i ricchi e i poveri. Anche qui, purtroppo e sempre, troviamo la
stessa epidemia di buona fede che contagia i sacerdoti !
L’Eucarestia religiosa come
sacrificio di Uno che dovrà lavare, in perpetuo, l’animaccia
nostra delle nostre colpe perpetue
ai danni dei nostri fratelli e di tutti i viventi; la condizione della
ricchezza proposta dalla TV come un positivo che indica la
benevolenza di Dio nei nostri riguardi e quale obiettivo naturale del
nostro passaggio sulla terra in attesa che l’anima nostra si possa
salvare per l’eternità dichiarando di credere e andando a
mangiare il corpo e il sangue del Signore.
Come faremo, Signore,
a salvarci da tanta e tale buona fede
?
Come arriveremo
a capire che la Verità consegnata ai ricchi trasforma il farsi Eucarestia nel prendere l’eucarestia, e finisce
col porre Dio
a servizio di Mammona?
Come ci
libereremo da una eucarestia resa compatibile e
messa a disposizione proprio di coloro - i ricchi ed i potenti - che
fanno non di loro stessi, ma degli altri, il pane per sè?
Come capiremo
che l’Eucarestia incarnata è condivisione, che il
mondo ha sete di condivisione, che la situazione attuale è
paradigma di assenza o di bestemmia di condivisione ?
Come ci renderemo
conto che il doppio pontificato - quello di Santa Romana
Chiesa e quello della TV, quello del Tempio e quello dell’Impero
-
hanno realizzato una simbiosi che rischia di uccidere persino la
speranza ?
Come spiegheremo al
prossimo che anche la condizione eucaristica
è laica, ed è il lavoro dell’uomo, il lavoro onesto e
professionale a servizio degli altri, della loro vita, che promuove la
cultura del necessario facendoci condividere
ciò che eccede con chi manca del necessario ?
Non
è forse qui che lo Spirito, con le nostre mani, sta
costruendo il Regno dove tutti potranno fruire del necessario alla
vita e alla gioia ?
Mario Mariotti
25
giugno 2006