Caro Benedetto, é inutile che tu chieda a Dio perché ad Auschwitz ha taciuto, e perché non é intervenuto a fermare la tremenda catena di montaggio dell'assassinio e della morte.
Il Dio dell'Alleanza, il Dio religioso, onnipotente e buono, non può reggere Auschwitz: la Sua bontà avrebbe innescato l'onnipotenza, e le preghiere delle future vittime avrebbero trovato ascolto, e risposta positiva. Ma Dio, e ce lo ha detto Gesù - cioè Lui stesso fattosi carne - non é fatto così, e la tua domanda, oltre che inutile, é rivelatrice che tu sei rimasto fermo al Dio dell' Alleanza, e non conosci ancora il Padre, buono ma non onnipotente, rivelatoci dal Figlio.
Quest'ultimo ti avrebbe risposto che a tacere non era stato Lui, che a non intervenire non era stato Lui, la Cui Parola si fece carne ed abitò fra noi. A tacere e a non intervenire siamo stati noi uomini: sarebbe bastato, al primo comizio di Hitler, valutati i contenuti dei suoi enunciati, chiamare la guardia medica di qualche ospedale psichiatrico, far intervenire due infermieri in camice bianco, e la storia del mondo avrebbe preso una piega diversa. I Tedeschi invece - e fra essi i cristiani (e fra essi i cattolici) - si alzarono in piedi ad applaudire, e divennero le mani del progetto maligno.
Gesù non ha taciuto, ma ha già parlato, e si é lasciato assassinare dai sacerdoti del Dio religioso pur di farci capire che noi dobbiamo incarnare l'Amore, noi siamo le mani del Suo amore, a noi viene chiesto di condannare la ricchezza, l’accumulo privato, noi siamo i Suoi terminali e conseguentemente siamo tenuti a vivere la cultura del necessario e la condivisione con amore.
Nella tua visita al campo di sterminio c’è stata un’altra cosa che ho trovato tragicamente ingiusta: ad Auschwitz è più che necessario, è ineludibile andare nella Verità, altrimenti non solo si offende la memoria dello sterminato dolore delle vittime, ma anche si lasciano i cancelli aperti ad Auschwitz futuri. E la Verità riguarda anche le enormi responsabilità dei cattolici tedeschi, se il potere fu affidato al più schifoso gruppo di criminali assassini che l'Europa dalle presunte radici cristiane abbia mai partorito. Sarebbe quindi stato necessario un mea culpa tanto determinato, caro Benedetto, da toglierti il coraggio di varcare il cancello.
Se fosse vero che i criminali nazisti volevano annientare gli Ebrei per poter cancellare anche il cristianesimo, allora mi devi spiegare anche perché i cattolici tedeschi votarono per loro, perché sciolsero il loro partito in quello nazista, perché il Vaticano fece un concordato con loro, perché essi, insieme a tutte le altre forze reazionarie, affidarono al loro capo, Hitler, i pieni poteri, pur sapendo bene (Mein kampf é datato 1923) qual era il suo evangelico programma politico: l'affermazione dei più forti, la razza ariana, e l'eliminazione di tutti i diversi perché impuri.
Quindi, caro
Benedetto, sarebbe stato meglio, evitare la profanazione chiedendo un
perdono nella Verità. Il rimanere al di qua del cancello ti
avrebbe offerto una preziosa opportunità; il filo spinato, il
confine-barriera fra gli oppressori e gli oppressi di quel tragico
momento storico, ti avrebbe aperto gli occhi sull'Auschwitz di oggi,
sulla tragica divisione fra Nord e Sud del mondo, su quei meccanismi
strutturali - capitalismo privato e mercato - e su quella cultura
soggettiva - ricco é bello ed anche buono - che lasciano morire
30000 bambini ogni giorno per miseria, sfruttamento ed omissione di
solidarietà, negando alle piccole vite anche uno spicciolo,
mentre le guerre di aggressione, quelle per procura e quelle preventive
bruciano enormi quantità di risorse, usate non per servire, ma
per soffocare la vita. Ma su questo, su questa tua eventuale rinascita,
anche se anziano, non ho sentito parola; ecco il silenzio, ecco la
mancanza di profezia più pesante del più pesante
macigno!
É proprio vero: la Verità in bocca ai ricchi non ci può stare; e quando essi La accalappiano, la loro condizione La nega, essi sono la contro-testimonianza di Lei. Chi conoscesse Dio, e parlasse con Lui, entrerebbe in comunione con Lui: ricchezza e potere allora si dissolverebbero, e avremmo l'eco dell'esperienza di libertà e di amore di Francesco d’Assisi.
L'incarnazione del Verbo, col tuo contributo, continua ad attendere, e gli Auschwitz di ieri e di oggi resteranno anche domani, mentre il servizio a Mammona, al Beati i ricchi, travestito da Dio cristiano nelle preghiere e nelle pratiche religiose, ci mantiene nella tragica alienazione di coloro che rifiutano la prassi della condivisione e si aggrappano, in buona o cattiva fede, al verbo credere.
10
giugno 2006