La difesa di un
fantasma
I
proseliti di Dio-Condivisione dovrebbero essere condivisionisti,
poiché la condivisione, strutturalmente, equalizza le condizioni
di vita delle persone. Il fatto che alla Messa domenicale, nella stessa
assemblea, siano presenti sia i ricchi che i poveri, costituisce la
prova evidente della nostra non-Fede nel Dio-Condivisione. Per questo
motivo, se ci sarà un al dilà, e in quell'aldilà
saremo giudicati, dovremo rendere conto non delle nostre assenze, ma
delle nostre presenze alla Messa domenicale, e giustificare la nostra
settimanale controtestimonianza di Colui di cui ci dichiariamo credenti.
Il
progetto fondamentale racchiuso nella Messa prevede che la Parola venga
mandata, consegnata a chi dovrebbe trasformare la realtà esterna
alla chiesa secondo la Parola stessa; pertanto il “fedele” dovrebbe
fare propri i giudizi, le scelte, i comportamenti del
Signore-paradigma, per trasformare il mondo secondo lo Spirito-Amore,
secondo Lui.
Nel
giorno del giudizio saremo perseguiti per due reati: il il più
grave sarà quello di aver snaturato la Messa con la logica
religiosa dell'Agnello che si sacrifica, e toglie i peccati del mondo,
vanificando il potere dirompente della Parola, mandataci non
perché l'Agnello cancelli le nostre “cadute”, ma perché
noi stessi si rimuova il male del mondo rapportando il nostro
comportamento e impegno allo schema del il Paradigma-Gesù.
Il
secondo reato sarà quello di esserci saturati i circuiti
cerebrali con la Parola, introdotta nell’elevatissimo numero di Messe
domenicali a cui abbiamo partecipato, e nell’aver dato poi la stessa
quantità di frutti di quel fico che aveva fatto incavolare il
Signore, il quale contraddicendo se stesso l’aveva spedito ipso facto
all’inferno. Anche qui la più o meno assidua partecipazione alla
Messa domenicale costituirà un'aggravante o un'attenuante in
rapporto al giudizio sul nostro impegno a tradurre la Parola nella
concretezza della nostra esperienza quotidiana, in vista della
costruzione di quel Regno che va costruito in questo mondo, e proprio
con le nostre mani.
In
termini più semplici: se le epidemie liturgiche e sacramentali
non generano la fratellanza sulla terra, la dematerializazione delle
differenze fra i ricchi e i poveri, dovremo rendere conto a Colui che
si é incarnato, e non é morto dal freddo, non per
salvarci, ma per insegnarci che noi dobbiamo salvare gli altri e
ricevere la nostra salvezza da loro. Carissimi, se continueremo poi a
non giudicare gli effetti micidiali strutturali al capitalismo privato
ed al mercato, lo stesso sito infernale dedicato alla cottura dei
sepolcri imbiancati, farà resistenza ad accoglierci, per il
rischio di blocco di digestione da stress da incavolatura di cui
potrebbe restare vittima il personale addetto alla sopraindicata
mansione.
Già
prima della caduta del Muro, le differenze fra Paesi ricchi e poveri
erano enormi, e milioni di persone dovevano soccombere per fame,
miseria, malattie, povertà estrema. Esse, già da allora,
erano invisibili e non influivano sul giudizio dei “probiviri”.
Qualcuno, ora che ormai da tempo il Muro é caduto, forse si
è accorto che le cose, dopo quell'evento provvidenziale, si
siano messe finalmente ad andare meglio? Migliaia di bambini continuano
a morire, e lo sterminato popolo dei fuori-mercato ha saturato anche le
contrade dell'Est, un tempo in qualche modo “vaccinate” dalla micidiale
democrazia dell’ovest; le spese militari non sono diminuite; i focolai
di guerra hanno proliferato; si sta estendendo a tutto il Pianeta quel
modello di cultura cui sottendono capitalismo privato e mercato, che
strutturalmente porterà Gaia al
collasso.
Oggi
l'informazione dominante nasconde sistematicamente la causa, la
radice-prima generatrice di tutti i problemi che attanagliano la
società, e che si prospettano ingigantirsi per il futuro; questa
causa radice-prima, é la cultura del "beati i ricchi", é
l'organizzazione economica della società secondo il capitalismo
privato, il mercato e la competizione.
Ci
siamo accorti che, in rapporto a quest'ordine di problemi e alla
definizione delle cause, la nostra religione (e le religioni in genere)
o è ininfluente, o è concausa o collusa con gli stessi?
Quando ci accorgeremo che l'Impero ha sistematicamente bisogno di
“cattivi” (nemici) per giustificare la sussistenza e lo sviluppo del
suo apparato industrial-militare e di quella sete di petrolio che
permettono la “global egemony” ed enormi profitti ai padroni della
Terra? Come é possibile spezzare il cerchio maligno, se nessuno
focalizza le cause che portano strutturalmente agli effetti che abbiamo
sotto gli occhi e che includono costi enormi e sofferenze indicibili
per i non-garantiti del Pianeta?
Solo
a certe condizioni potremo avere il futuro, altrimenti non lo avremo,
non potremo averlo. Le condizioni sono sempre le stesse: il superamento
del cristianesimo religioso e l'incarnazione di una laicità
fraterna e solidale, che porti alla cultura del necessario ed alla
condivisione, con chi ancora ne manca, di ciò che eccede, il
recupero di un'economia che superi mercato e competizione per
assicurare a tutti la fruizione dei diritti umani fondamentali (cibo,
lavoro, salute, educazione, informazione pulita); la sintesi coerente
fra soggettivo e strutturale, in modo che il condivisionismo, scelto in
libertà e praticato con amore, in piena consonanza con
l'imperativo etico del fare agli altri ciò che si vorrebbe
ricevere da loro.
Mario
Mariotti
6
febbraio 2008