Una delega assurda
Vangelo di Matteo: Tu sei Pietro, a
te darò le Chiavi del Regno
dei cieli. Se l’Evangelista e la sua comunità avessero
immaginato quali danni avrebbe originato questo brano, questa
formalizzazione della Parola, che fa presumere all'uomo di avere in
delega il potere di Dio, e quindi di poterLo mettere in
cassa-integrazione, avrebbero scritto in modo del tutto diverso.
Dimenticando che la parola va presa in Spirito e non alla lettera;
dimenticando i messaggi ultimi di Colui che stava per essere
assassinato dai custodi della Legge, e cioè che il fondamentale,
é il rapporto positivo col prossimo, che il sabato é per
l'uomo e non viceversa, e che il potere di Dio - del Dio di Gesù
- é il servizio all'uomo, ecco che i discepoli, cioè noi,
traducono il progetto dell'Incarnazione in religione, e quest'ultima in
potere, e quest'ultimo in alleanza con Mammona e con l'Impero, con i
poteri di questo squallido e maligno mondo.
Ecco allora che il Pietro di oggi, mentre propone ai Protestanti
l'ecumenismo, invece di chiedere perdono per la mercificazione della
Grazia di Dio, ripropone l'alienazione delle “indulgenze”; che dice
agli Ebrei che l'Olocausto fu crimine inaudito, e non chiede perdono
per l'appoggio dei cattolici tedeschi al nazismo; che dice agli
Islamici di lottare insieme contro il terrorismo, e non chiede perdono
per l'appoggio dei cristiani americani alla vera causa del terrorismo
di oggi, anche a causa di un presidente che viene da loro recepito come
il capo dell'imperialismo occidentale, e purtroppo anche “cristiano”.
Mi trovo in un grandissimo disagio, perché sono ormai stanco di
vedere il progetto dell'Incarnazione turlupinato in religione e
talmente stravolto da permettere l'uso blasfemo di Dio a danno
dell'uomo. Nessun conato di vomito sul capitalismo privato e sul
mercato; nessuna liturgia anatematica su chi predica la
necessità della guerra infinita; silenzio sulla nostra
condizione esistenziale di tralci della Vite, di mani di Dio; silenzio
sulle condizioni strutturali all'edificazione del Regno: cultura del
necessario e condivisione con amore...
Tu, sei l'amore incarnato, sei Dio
entrato nell'esistenza, sei Dio
entrato nella vita avrebbero dovuto rispondere i Dodici, e non
uno
solo di loro (questo secondo l'idea di uno che più vive e meno
capisce). Matteo avrebbe dovuto mettere sulle labbra del Signore ben
altra musica! Beati quelli cui
l'Amore si é comunicato
nell'Amare! Su coloro che amano, servono, lavorano per gli altri e
condividono. Io costruirò la mia chiesa, e lì sarò
presente e operativo attraverso di loro, e il negativo alla fine
sarà perdente, si estinguerà. Il futuro secondo Dio,
il Regno dei Cieli, questo nostro mondo risostanziato dall'Amore
passerà solo per le loro mani… Questa la Parola
potenzialmente
liberatrice!
Purtroppo, la formalizzazione evangelica si presta ad una traduzione
religiosa che, a sua volta, diventa potere, che produrrà per
secoli uno sterminato oceano di alienazione e di sofferenza,
soprattutto sui poveri, sui semplici, sui non-garantiti. Tale
“traduzione” avviene o per i limiti religiosi della cultura degli
estensori, o per il desiderio inestinguibile di essere gli “eletti”, o
per la mancanza di una cultura democratica, o - soprattutto - per la
mancanza di una cultura evangelica, cioè laica, che faccia
capire che Dio é presente e operativo sempre e solo nell'Amare.
Ma ho paura che la mia indignazione non sia ben indirizzata: Matteo,
più che probabilmente, non ha colpa. L'egoismo umano tradotto in
religione, se non trovava questo brano, lo costruiva, oppure ne scovava
un altro: la costruzione e l'uso di Dio, per sacralizzare la propria
cattiveria contro chi si intromette fra noi e quello che noi vogliamo,
é di tutti i tempi e di tutte le religioni, escluse forse quelle
che realizzano la povertà evangelica e la non-violenza.
La dimensione laica del progetto del Signore dovrebbe essere chiara:
Lui viene per liberarci dalla religione e si propone quale Paradigma di
amore incarnato per la costruzione del regno. Il messaggio fondamentale
viene sugellato dall'amatevi fra voi
come io vi ho amato. La
segmentazione del racconto della Sua esperienza esistenziale permette
di stravolgere il senso del messaggio, e di far dire al Signore proprio
il contrario di quello per cui Egli si é incarnato e speso.
L'Incarnazione è stata fatta ascendere al cielo, e la religione
ad assopire la terra, con l'allineamento all'Impero, la sacralizzazione
del caos ivi contenuto, e il servizio indegno agli idoli di questo
mondo! Così Dio viene falsificato e usato dall'uomo contro
l'uomo, e le Sue chiavi impiegate per chiudere le porte al nuovo di
Dio.