De Benedicti enciclica secunda




Come fa Papa Benedetto XVI a dire che gran parte del male del mondo sia stato e sia originato dall’ateismo e dal marxismo? Partendo dalle Crociate, passando per il genocidio dei popoli nativi delle Americhe, transitando per le torture e i roghi, proseguendo per il colonialismo delle grandi potenze europee, continuando per le guerre e gli olocausti, e arrivando alla rapina dei Paesi ricchi - e cristiani - del Nord, con i risvolti di miseria e fame per moltitudini di persone ingannate e sfruttate, e la morte incessante per migliaia di bambini per mancanza di uno spicciolo, ... tutta questa incommensurabile sequenza di “opere pie” è stata compiuta da soggetti di certificate radici cristiane, che ripetevano e ripetono continuamente “Dio lo vuole”, “per volontà di Dio”, “Dio è con noi”.

Insomma, nonostante lo sterminato numero di vittime del capitalismo reale, che ha vissuto e che vive associato ed in piena armonia con il cristianesimo reale, il male continuano ad essere ateismo e marxismo, illuminismo e socialismo, ed il relativismo etico da loro generato.

Può reggere la spiegazione che questa enorme falsificazione della realtà sia originata dalla cultura di chi ritiene di avere la Verità a  disposizione, e che sia convinto che chi esprime del negativo non è un cristiano, anche se pensa di esserlo? Non è forse l’applicazione di due logiche diverse, una esemplare manifestazione di relativismo etico? L’enorme valore del cristianesimo poggia sul principio che il Signore porta speranza, e il contenuto di questa speranza è il futuro incontro dell’uomo con Dio. Ma in contrapposizione alla speranza di un futuro positivo per l’uomo nell’aldilà c'é il potere della casta sacerdotale di aprire o tenere chiusa la porta; la benedizione - o il silenzio di profezia - su capitalismo privato, mercato e competizione, che generano e mantengono l’inferno nell’aldiqua, per lo sterminato popolo dei non-garantiti del pianeta.

Caro Sommo Pontefice, l’evento Incarnazione include il messaggio, che ha come destinatario l’uomo, che annuncia che l’Amore è possibile, che deve essere possibile non solo nell’alto dei cieli, ma in questo nostro mondo, tormentato dalle religioni e non dagli atei, che non esistono, perché tutti hanno un qualche Dio e, in genere ognuno è il Dio di se stesso. Il positivo del mondo non passa per il miracolo, ma per il “sì” dell’uomo, e che il Signore non è affatto un salvatore, ma il Modello dei giudizi, delle scelte e dei comportamenti che salvano gli uomini stessi, attraverso la pratica dell’amore e della condivisione da parte di loro stessi.

Affermi che il capitalismo, qualora non moderato e senza regole, potrebbe includere “qualche effetto negativo”. Stai dicendo che Mammona, qualora riesca a dominare il proprio appetito (ipotesi del tutto virtuale), è compatibile con Nostro Signore? L’illuminismo poi, cioè la valorizzazione della ragione, viene dallo Spirito ed è nello Spirito, perché essa ragione è il dono-strumento indispensabile all’uomo per rendere efficace l’incarnazione dell’Amore fra gli uomini. Senza la razionalità e il metodo scientifico, non saremmo riusciti a debellare tante malattie, e il nostro amore per i malati resterebbe impotente. Fede e scienza sono complementari, il nostro compito è l’incarnazione scientifica dell’Amore, per togliere sofferenza e saziare ogni vivente.

Se pensiamo alla fine che stava per fare Galileo, ci rendiamo conto della cecità blasfema della religione sulla natura e sulla presenza dello Spirito. Il socialismo, con il pensiero filosofico che lo sottende e con il loro impegno per realizzare un mondo egualitario, senza servi e padroni (non nell’aldilà, ma nell’aldiqua), ha dimostrato di aver raccolto il messaggio evangelico della necessità della Incarnazione molto più di Santa Romana Chiesa, che è sempre andata d’accordo con i Beniti e gli Adolfi di turno, coltivando nei fedeli quella speranza nell’aldilà che li lascia ostaggi della rapina e dello sfruttamento nell’aldiqua, mentre i pastori ricavano prestigio, benessere e potere.

Caro Sommo Pontefice, a proposito della preoccupazione per il relativismo etico della cultura dilagante, vuoi portare Ogino-Knaus nell’inferno delle favela, e ti preoccupi delle cellule staminali in un mondo che lascia morire ogni giorno migliaia di cellule compiute - bambini - per mancanza di cibo; con l’8 per mille ed altri privilegi, la casta vive nelle garanzie del socialismo reale, lasciando allo scoperto del capitalismo e del mercato le pecorelle. Tu proclami beati i poveri della reggia, benedici le Ferrari, indici concistori quando muore un ricco o un potente, e lasci i poveri cristi fuori dalla porta. Non sono forse, queste,  manifestazioni di relativismo etico, dell’enorme distanza fra il dover-essere e l’essere, di una incoerenza che, purtroppo, continua a rimanere celata a quel popolo di fedeli-credenti che ti perdona tutto, per il millantato credito del potere delle chiavi?

Anche il Signore nutriva la speranza, quando si è lasciato assassinare dei sacerdoti del suo tempio, che i suoi seguaci si convertissero dalla religione alla Incarnazione. La casta ha prontamente nascondendo il messaggio della necessità strutturale di tradurre l’Amore in condivisione, sicché il male continua ad essere identificato nell’ateismo e nel marxismo, mentre i cristiani virtuali partecipano alla fenomenologia del capitalismo, del mercato e della competizione, che rende i ricchi  sempre più ricchi e lascia agli altri la speranza che l’aldilà sia meno insopportabile di questo aldiqua, dove Tempio ed Impero sono coalizzati nel rimandare i poveri a mani vuote.


Mario Mariotti

27 dicembre 2007