I veri seguaci del Corano


Congratulazioni, caro Benedetto, sei sempre più ispirato e sempre più autorevole! Questa volta il tuo altissimo magistero ha annunciato che Dio é incompatibile con la violenza, che non si può esercitare violenza in nome di Dio, che le guerre sante sono una bestemmia, un'aberrazione. La luminosità abbacinante del quadro, però e purtroppo, é offuscata da qualche piccola ombra.    

A parte che la novità dei tuoi enunciati é "strepitosa" come affermare che, se in questo momento é giorno, assai probabilmente che in questo stesso momento non è notte, nelle tue esternazioni ci deve essere qualcosa che non funziona, per lo meno una pedagogia della comunicazione imperfetta, se non proprio sbagliata.

Infatti la nuovissima setta nostrana degli atei devoti (la confraternita di quelli che hanno venduto se stessi al potere, per entrare nel club dei mammoniani) non é affatto nuova, ma risale al tempo in cui a Giza le piramidi erano ancora solo un progetto edilizio ispirato dai sacerdoti-beccamorti. Questa setta, a seguito di quanto hai detto, si é sentita ispirata a dire che il Dio cristiano é er mejo, e che la civiltà occidentale é er più.

Allora le possibilità sono due: o ti sei espresso male, o hai caratterizzato un Dio che non é quello di Gesù (che non ha eletti ma solo testimoni), bensì quello di Mosé, o dell'Alleanza, quello che, fra tutti i popoli ne sceglie uno (oggi quello “occidentale”) e ne fa il proprio eletto, cui elargire protezione, ricchezza e potere a scapito degli altri.

Non ci siamo proprio! Il Dio di Gesù non ha eletti, e fra i suoi figli nessuno é superiore agli altri. L'Amore incondizionato é per tutti, e tutti sono prossimo, anche gli islamici, i buddisti, gli indù, gli ebrei, ... ; tutti Sue creature, che Egli vorrebbe si liberassero dalle rispettive religioni per approdare a quella laicità fraterna, solidale e condivisionista di cui il Signore é paradigma.

Questi enunciati sono incomprensibili per chi dà lezioni di dottrina su una religione che religione non é, e che quindi non va tradotta in dottrina. La presenza dello Spirito é relativa alla qualità del nostro rapporto con gli altri viventi, ed è materializzata dalla prassi dell’Amare e del condividere. Grazie, comunque, Benedetto: il tuo alto magistero sulla incompatibilità fra Dio e la violenza mi ha aperto nuovi orizzonti.

Intanto emerge la necessità dell'operazione di conversione niente di meno che del Dio dell'Esodo, del Dio dell'Alleanza, che, per favorire i propri eletti, permette di usare, ed usa egli stesso, la violenza ai danni dei devoti del Faraone. Ed emerge anche la necessità di riscrivere la storia della Chiesa, che si manifesta come un continuo, aggravato e recidivo peccato contro l'insegnamento alla non-violenza di Gesù.

Ecco quindi le due preziose lezioni: per prima cosa ora devo mettere in memoria che il Dio di Mosé non é quello del Signore; poi, finalmente, mi viene rivelato chi furono e chi sono oggi i veri seguaci del Corano quando ìncita (non credo che lo faccia) a portare la fede con la spada: tutta la storia dimostra inequivocabilmente che i veri credenti nel Corano, che i veri specialisti in guerre sante, prima agli infedeli, poi ai socialcomunisti e oggi ai terroristi (definire in questo modo gli aggrediti aiuta a persistere nell'aggressione), sono proprio i “cristiani”. Loro, i sudditi di un Vicario con un apparato dirigente tale da accettare, ieri, la collateralità ad Adolfo, a Benito, a Franco e ad Ante Pavelic, tutti difensori della vera fede con tro il materialismo ateo e comunista; oggi, a quel Bush che, col sostegno dei voti cristiani dei suoi elettori, prosegue nella propria infinita opera pia contro gli stati-canaglia, ispirato dal Dio dell'Esodo (esodo dalla giustizia) per approdare alla sequela del vero principe di questo mondo, quel Sire-Mammona che dona ai suoi seguaci una sete inestinguibile di ricchezza, di potere e di piacere.

Mario Mariotti

29-09-06


[...] E’ nella Scrittura, nell’episodio in cui Abramo scaccia nel deserto Ismaele, suo figlio legittimo e primogenito, con la sua madre, Agar la schiava.
Un angelo appare ai due, che stanno morendo di sete, e promette a nome di Dio: «Anche di te farò un grande popolo, perché anche tu sei seme di Abramo». 
Molti secoli dovevano passare, ma la promessa è stata mantenuta: Maometto e il suo Corano hanno fatto dei discendenti di Ismaele, gli Arabi, un grande popolo.


«Tu sarai come onagro nella steppa, le mani tue contro tutti i tuoi fratelli, le mani dei fratelli contro di te».
 Destino di guerra perpetua, ostinata, un popolo di testa dura ed ossa forti come l’onagro, l’asino selvatico, che morde.
 «A voi è prescritta la guerra, sia che vi piaccia, sia che vi dispiaccia», ripetè Maometto.
 […
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[Attualmente] l'Islam è la sola religione che sia sotto attacco bellico «in quanto religione», da parte delle armi americane.
 Due nazioni sono sotto occupazione militare, una terza - il Libano - è distrutta, altre due - Siria e Iran - sono minacciati ogni giorno, dalla Casa Bianca e da Israele, di bombardamento atomico.


«Ma l’Indonesia ha condannato a morte tre cattolici, nonostante l’appello del Papa»... Vogliamo provare, con la ragione, a metterci per un attimo nei loro panni?
 Facciamo un esperimento mentale, come il logos consente: poniamo che un regno cristiano condanni tre musulmani per aver partecipato a disordini e omicidi inter-religiosi; e immaginiamo che il Gran Muftì, o l’ayatollah Kathami, ne chieda, ne esiga l’assoluzione non in quanto «innocenti» (non lo sono) ma in quanto «musulmani».
 Non protesteremmo?
 Non diremmo che questi musulmani integralisti si impicciano degli affari nostri?
 Che pretendono di essere esentati dalle nostre leggi?

Gli esercizi mentali potrebbero continuare.
.. fino al punto di pensare, dell’Islam, quello che ogni islamico - se non è in malafede - è tenuto a pensare di noi cristiani: non idolatri, ma popolo del Libro, aderente a una fede forse imperfetta, solo parzialmente vera, ma non falsa.
 Forse è troppo, lo so, ma sarebbe un passo avanti.
 La storia di Agar e Ismaele però sembra suggerirmi che Dio ha voluto l’Islam, che gli abbia dato una missione.
 Che ci sia in questa faccenda di sangue un compito misterioso - tre religioni, ciascuna delle quali ha al centro una pietra sacramentale (la nostra è di carne); ciascuna discendente da Abramo e dalla rivelazione che ricevette - e storicamente nemiche.


[...] Ma forse, troppo facilmente pensiamo che Cristo sia cristiano.
 Una cosa è certa: che non lo è al modo di Bush e dei suoi pentecostali rinati, self-righteous, che diffondono il vaiolo vendendo coperte a coloro che perseguitano, che dedicano campagne anti-fumo a coloro che sterminano. Solo il sospetto che i musulmani stiano soffrendo oggi per un compito affidato loro da Dio, che versino il sangue per impedire che la prima «roccia» - la roccia di Abramo, protetta dalla Moschea d’Oro in Gerusalemme - venga profanata dal rinnovato rito ebraico dell’agnello (l’ultimo Agnello è stato sacrificato, per noi) dovrebbe almeno farci esitare nei giudizi di condanna.


Ma anche se rifiutiamo l’idea che i musulmani abbiano un compito - spina e mistero nella storia - non ci basta, come cattolici, che i loro bambini siano ammazzati? 
Bruciati col fosforo, senza alcuna pietà, in quanto credenti alla loro fede, da un potere invincibilmente superiore in armi, insensato e stupido e senza scrupoli? 
Non ci pare un segnale abbastanza evidente? 
Negare loro solidarietà e aiuto: siamo sicuri che sia ciò che Cristo ci ha imposto? [...]

Maurizio Blondet

26.09.06

tratto da www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1449&parametro=religione