La
comunione implicita
Partiamo
dalla
Bibbia quando dice che Dio fece l 'uomo a propria immagine e
somiglianza: ecco un messaggio che io, da bipede religioso avevo
ingoiato senza opporre resistenza, e che oggi mi pare del tutto
alienato e fuorviante.
Non é
Dio, é l’uomo a fare Dio a propria immagine, e ne esce il Dio
religioso, sia buono che onnipotente, che vuole essere adorato,
ringraziato, placato e pregato e che in definitiva viene usato per
sacralizzare, giustificare e rassicurare l'uomo stesso nel proprio
impegno a servire i tre idoli, ricchezza, potere e piacere, che sono
per lui il vero ed unico Dio. Se invece si riesce a superare la
concezione del Dio religioso, piano piano si ritrova a sperimentare una
sensibilità nuova, che potrebbe essere il segnale (non dico che
lo sia) del processo di conversione al Dio di Gesù, il probabile
indicatore di una comunione implicita
con Lui.
Da una parte si
sperimenta un senso di liberazione: nella logica religiosa c'é
la cappa del peccato perpetuo lavato dal perdono perpetuo dell'Agnello;
nella nuova logica (il giogo leggero) si deve mettere a punto una
soggettività strutturalmente solidale, che non solo supera il
concetto di peccato, (che é offesa a Chi non può essere
offeso perché Spirito intangibile) ma che cerca di determinarsi
in un modo che rimuova il male dal mondo e porti il necessario e la
gioia alle altre creature.
Dall'altra parte
ci si trova davanti a nuovi problemi estremamente complessi che vengono
generati dalla nuova sensibilità acquisita.
Se quando
ami, servi e condividi, sei Corpus
Domini, tralcio della
Vite, mano di Dio a materializzare lo Spirito nella
concretezza storica del proprio quotidiano, se sperimenti questo
tipo di comunione implicita
col Mistero, che non può essere
riconosciuto, ma che manda segnali indiretti che ti fanno sperimentare
gioia quando tu stesso porti gioia, e sofferenza quando esci da te
stesso e ti lasci travolgere dalla compassione per la sofferenza dei
viventi in difficoltà, come puoi anche solo pensare di uccidere
delle bestioline per nutrire te stesso, distruggendo della vita per
nutrire altra vita?
Dio
é il
Dio dei viventi, e se é vero che la gloria di Dio é
l'uomo vivente, é parimenti vero che anche le bestioline sono
dei viventi, dei miracoli eccezionali di materia organizzata con
intelligenza in vita, per cui essi sono oggettivazioni dell'amore
prorompente di Dio che é anche il loro Creatore, il loro Dio
della Vita.
Così
le
piante, gli alberi, che traducono la materia inorganica in materia
organica e trasformano i rifiuti in frutti a nutrire la vita, e in
ombra e rifugio per proteggere le piccole vite che riempiono di
bellezza, di suoni e di colori, di affetto e di meraviglia il nostro
provvisorio passaggio di tralci, che ospitano proprio una frazione
della Vita? Dio dei viventi, Dio-Vita, e dove c'é vita é
presente Dio, ed anche l'albero é vita, ed é un vivente
che ci può anche insegnare tante cose, che ci può tenere
un master in ecologia.
Di fronte a
tutte queste considerazioni ci si trova in difficoltà tali che
ci possono far intuire quanto sarà, quanto dovrà ancora
essere lungo il cammino dell'uomo per arrivare al Regno. Il comandamento
del Non uccidere andrà
esteso anche alle bestioline, e noi
siamo ancora nella fase dell'assassinio del prossimo per la ricchezza
ed il potere. Poi dovremo convincere i carnivori a diventare erbivori;
e poi, per non uccidere, neppure le piante, che sono esse pure dei
viventi, dovremo abituarci a nutrirei solo dei loro frutti.
La nuova
sensibilità, andando avanti nella riflessione, coinvolge anche
il nostro rapporto con la ricchezza. Essendo Dio
Amore, e l'Amore Condivisione, e la condivisione il dare agli altri e
non prendere da loro, ecco che ci si ritrova, se si vive la Comunione
implicita, pieni di indignazione ed in radicale contrasto con la
cultura del mondo di oggi, che si é lasciata irretire dal Beati
gli indefinitamente ricchi, e sta facendo regredire
l'umanità
ad una fase anteriore all'Illuminismo, dato che vengono ridigerite come
normali le guerre d'aggressione, i genocidi della razza inferiore dei
poveri, la pratica dell'a tortura, la mercificazione dei piccini nel
lavoro schiavo e nella prostituzione, l’abbandono alla logica di
mercato dei diritti umani fondamentali, al cibo, al lavoro, alla Salute.
Chi vive questa
sensibilità, poi, si riconosce certamente negli enunciati, che
definiscono il progetto dell'Incarnazione per la realizzazione di un
mondo docile all'Amore: cultura del necessario e amorosa condivisione
(o
socialismo con tenerezza,
secondo la Teologia della liberazione della
Chiesa brasiliana). Nella ricchezza
si vede non una benedizione di Dio per coloro che lo temono, ma una
omissione di solidarietà ed una bestemmia dello stesso Spirito,
che é Amore e quindi Condivisione.
Ci si ritrova
alla ricerca di una essenzialità che ci porta ad avere occhi per
discriminare fra necessari e superfluo, e ci si impegna il secondo in
solidarietà con chi manca ancora del primo, del necessario. Ancora: altra
probabile manifestazione della Comunione
implicita é il disagio
che si prova quando si deve scegliere, non solo fra le persone, ma
anche fra le cose. Che brutta, la frequentazione dei supermercati!
Di ogni singola
cosa ci sono cento varianti, e uno sa che a tanti manca anche la sola
cosa; poi c'é l'incertezza della scelta, in quanto essa
include, strutturalmente, il rifiuto del non-scelto, quindi il
rifiuto del frutto dell'impegno e del lavoro dell'uomo che ha prodotto
la cosa rifiutata.
Altra frequente
esperienza esistenziale, sempre collegata alla nuova
sensibilità,
é quella di sentirsi dalla parte dei perdenti. Ormai nella
nostra cultura maligna tutto é competizione, e tutti si esaltano
e si gasano per le vittorie dei propri idoli. L'attitudine a
mettersi nei panni dell'altro, in questa circostanza genera la
tristezza per il fallimento dei perdenti, che magari hanno espresso
anche maggior impegno e sperimentata più fatica dei loro
avversari, che poi, alla fine, hanno vinto. E solo i primi hanno
visibilità; gli altri, tutti a far parte dell'universo anonimo
dei perdenti! Anche questo é brutto e triste.
Altro
fenomeno strano, nelle controversie che in continuazione vengono
proposte appare anche fisiologico che nasca il sospetto che i ricchi ed
i potenti abbiano sempre torto, dato che hanno i mezzi per manipolare)
e perfino per comperare la stessa Verità.
Altra - per
concludere - manifestazione di questa nuova sensibilità,
probabile segnale della nostra conversione dal Dio religioso al Dio di
Gesù, e il contrasto sempre più radicale che ci si
ritrova a sperimentare nei confronti della logica e delle
manifestazioni della religione, e delle religioni in genere, che
pongono Dio quale alterità da noi, che sostengono una casta
sacerdotale mediatrice, che nascondono la possibilità della
soggettività strutturalmente solidale, cioè di un modo di
vivere e di scegliere che superi il peccato, che rimuova il male, che
si ponga quale fenomenologia della resurrezione ed operatività
di Dio nella realtà concreta del nostro mondo di oggi, che deve
essere trasformato in Regno proprio dalle nostre mani.
Anche qui
é possibile sperimentare quanto sia enorme la distanza fra
l'essere e il dover essere. Il futuro,
infatti, dovrà generare prima l'ecumenismo fra le confessioni
cristiane, poi quello fra tutte le religioni, e infine il superamento
delle religioni stesse, per fare approdare l'umanità a quella
laicità fraterna, solidale e condivisionista che é
rappresentata dal paradigma-Gesù,
oggi tradotto in
religione e usato per sostenere l'Impero, foraggiare la casta
sacerdotale, cristallizzare una situazione allucinante che permette al
capitalismo privato ed al mercato di massacrare trentamila bambini ogni
giorno, per rapina aggravata e continuata e per omissione di
solidarietà.
Anche qui la
situazione é pesante, e c'é il rischio di perdere la
forza per continuare a lottare. Se uno apre la TV, ne esce una
bestemmia continua non solo dei Valori, ma anche della
razionalità e del buon senso. Uno deve
assistere alla beatificazione continua dei ricchi, dei vincenti, dei
VIP. Quando qualcuno di essi
viene colto in castagna sul modo illegale
di aver fatto fortuna, viene mandato agli arresti domiciliari a patire
ed espiare, sulla Costa Smeralda o a Cortina...
L'informazione
bestemmia o nasconde la Verità; le guide cieche, compromesse con
Mammona, conducono i guerci a fruire della più perfetta
alienazione, che però deve essere funzionale sia al Tempio che
all'Impero.
L'omelia
incessante del Beati i ricchi
continua a generare uno sterminato oceano
di sofferenza sia agli uomini che agli altri
viventi; quando i poveri riescono a superare lo sfruttamento che
subivano, subito si mettono a loro volta a sfruttare, per cui
l'integrazione degli extracomunitari si realizza sul negativo e non sul
positivo.
L'ecosistema
stesso teme per il proprio futuro, dato che la cultura vincente genera
dolore e contamina tutto il creato.
E, alla fine,
eccoci noi, ostaggi della nuova sensibilità, a cercare di vivere
la solidarietà con gli ultimi, ad accudire le bestioline, a dar
da bere all'erba assetata, anche a quella impropriamente definita
cattiva.
Che strani
sintomi, che strana malattia... Speriamo che
questo virus si diffonda, e che il prossimo non faccia resistenza, e
che si moltiplichino gli alleati nella lotta a togliere il dolore, a
vivere senza recarne, a portare il necessario e la gioia a tutti, anche
ai minimi, i primi nel cuore di Dio.
Mario
Mariotti
19
settembre 2006