Come sarebbe bello
Come sarebbe bello
se i teologi la smettessero di fare ... i teologi, e
incominciassero ad occuparsi di Etica! Dato che noi siamo le mani di
Dio, e quindi dobbiamo fare i conti col prossimo, e dato che Dio in
Sé ci é inaccessibile, il passaggio dalla teologia
all'etica sarebbe un preziosissimo frutto della nostra conversione
dalla religione all'Incarnazione. Come sarebbe bello se tutti i
monasteri si riconvertissero in centri di ricerca scientifica, per
riuscire a debellare i mali oggi ancora incurabili.
Se tutte le ore di preghiera diventassero tempo dedicato ad usare la
ragione per capire e mettere in atto i meccanismi che rendano efficace
l'incarnazione dell'Amore, non sarebbe forse, questa, la più
grande gioia di Dio, del Dio dei viventi? E non sarebbe una cosa
bellissima lavorare per una scienza che avesse come obiettivo la messa
a punto dei meccanismi per la fruizione generalizzata dei risultati,
dei frutti, delle conquiste della scienza stessa? Oggi essi sono
accessibili solo ai ricchi, e cresce il tempo
della loro vita. I poveri hanno una breve vita, e
muoiono spesso per malattie curabilissime, ormai inesistenti fra i
ricci. Come mai quasi nessuno sembra interessato a contrastare lo
scandalo del ricco che vive e del bambino che muore per mancanza di uno
spicciolo?
E come sarebbe bella una scienza dell'educazione, una pedagogia, che
riuscisse a trovare il sistema per conservare la memoria storica nelle
nuove generazioni! Oggi, ieri, da sempre, essa non c'é riuscita,
e l'umanità ripete gli stessi errori, e perde le conquiste
pagate con la sofferenza e con il sangue da coloro che hanno lottato
per un mondo più giusto, più solidale, più
egualitario. Ieri, ad esempio, la Resistenza al fascismo aveva generato
la nostra preziosa Costituzione, che indicava nel diritto-dovere del
lavoro il fondamento del nostro vivere civile. Oggi le nuove
generazioni si devono godere una Repubblica fondata sul capitale e
sulla speculazione finanziaria, mentre le conquiste dello stato sociale
devono, per resistere, fare appello... al Gabibbo! Siamo semplicemente
regrediti di un secolo!
Perciò se oggi c'é una scienza fallimentare, ho proprio
paura che sia la pedagogia, mentre essa dovrebbe essere la più
curata, dato che ognuno di noi, quando ormai ha imparato a vivere, deve
morire, e quello che ha fatto tanta fatica ad imparare non dovrebbe
morire con lui. E non sarebbe forse un'altra cosa bellissima se i
missionari, invece di insegnare a pregare, e invece di esortare il
prossimo alle virtù dell'umiltà e dell'obbedienza, si
impegnassero per la crescita della coscienza sindacale e politica dei
popoli del Sud, per vaccinarli dagli effetti dei cancri del capitalismo
privato, del mercato e della competizione?
E perché non trasformare la catechesi, la dottrina, strumento
privilegiato per la diffusione generalizzata dell'oppio religioso, in
quell'educazione civica che, avendo come base l'Etica, la
necessità di fare agli altri quello che si vorrebbe ricevere da
loro, sarebbe l'unico progetto in grado di unificare tutto il genere
umano nella categoria della cittadinanza in questo nostro mondo, oggi
diviso dalle entità statali, dalle diverse lingue e dalle
diverse religioni?
E perché non impegnarci ad elaborare un concetto di
libertà che abbia come precondizione ad ogni altra forma
espressiva, quella della libertà dal bisogno, dato che il nostro
spirito é interconnesso col corpo, e dato che quest'ultimo, se
non ha mangiato, blocca e soffoca la libera espressività del
primo? Se uno si mette a riflettere, di cose bellissime ce ne
potrebbero essere tantissime altre, ad esempio:
che
la democrazia venisse convalidata dalla equalizzazione delle
condizioni di vita di tutti
i cittadini
che
passassimo dall'impegno per lo sviluppo dell'economia a quello per
lo sviluppo della giustizia
che
ci convertissimo dalla creazione dei bisogni indotti alla cultura
del necessario
che
rifiutassimo la logica del mercato per entrare in quella della
condivisione
che
passassimo dalla competizione alla cooperazione
che
superassimo il concetto di dominio sugli animali per approdare a
quello del rispetto e della convivenza con loro e con tutti gli
ecosistemi
che ci convertissimo dal fare al pensare, dalla
velocità alla lentezza, dal caos al silenzio, dalla
felicità per se stessi a quella di far felici gli altri
che riorientassimo l'uso della Verità al farci strumenti di
Verità
E ne voglio dire una di più: che bello se ci fosse anche
l’inferno, e avesse la regola del contrappasso, in modo che a noi
stessi toccasse di sopportare tutto il dolore che, nella nostra vita,
abbiamo recato agli altri, incluso l'enorme debito che abbiamo con le
bestioline, soggetti anonimi esposti alla nostra indifferente
crudeltà alienata... Quest'ultimo, poi, l'inferno, dovrebbe
funzionare con contratto a termine, e disperdersi come il fumo della
Geenna, nella sterminata profondità del nulla, assieme a tutti
noi se abbiamo vissuto recando dolore.
Terminare questa riflessione con i due belli - che sono anche i
più necessari, e la porta d'ingresso di tutti i belli
precedentemente scritti -
che
la pedagogia capisse che la
solidarietà, da accessorio, deve diventare fondamento
dell'educazione dei giovani
che
noi tutti ci convertissimo dal
pregare al farci mani di Dio
Quest'ultima
consapevolezza
é il fondamento dei fondamenti: il capire che l'esistenza di Dio
nel mondo dipende da noi, e che Lui ci ha scelti per essere le mani del
Suo amore per noi, che la teologia deve dematerializzarsi nell'Etica, e
che il criterio dei criteri é il fare agii altri ciò che
noi vorremmo ricevere da loro, sono i passaggi indispensabili per
uscire dal nostro inferno ed approdare in un mondo trasformato secondo
Amore, dove anche i minimi abbiano accesso al necessario ed alla gioia.
Mario Mariotti
22 marzo 2008