Chi
sono i
cattivi
In questo momento storico, qualcuno mi dovrebbe spiegare chi siano
veramente i cattivi, i terroristi. Gli USA hanno
messo in atto una guerra di aggressione, prima ai danni dell'Afganistan
e poi dell'Iraq (gli attentatori delle Due torri si disse fossero 15
sauditi e 4
egiziani). Sembra che questa decisione di guerra preventiva non risalga
all'attentato, ma all'evento della caduta del muro di Berlino.
Le armi di
distruzione di massa di Saddam non esistevano, ed erano un pretesto
Quando qualche soldato americano viene ucciso (o ci sono dei
resistenti che combattono) i suoi compagni per rappresaglia massacrano
vecchi, donne e bambini (vedi Reder a Sant'Anna di Stazzema e
Marzabotto)
Nelle prigioni viene praticata la tortura contro i
resistenti ed i sospetti, e quando qualcuno di loro suscita particolare
interesse, viene fatto accomodare nelle gabbie di Guantanamo, a
riflettere sulla malvagità di Fidel Castro
Le vittime civili
della guerra in atto stanno passando dalle decine alle centinaia di
migliaia
Gli iracheni devono fare da cavie alle nuove armi
dell'esercito USA, che non disdegna quelle chimiche, al fosforo (vedi
Falluja)
Sono state create le condizioni per una guerra civile fra
sciti e sunniti che si ammazzano fra loro (ma sempre in nome di Allah),
e il tutto per foraggiare gli azionisti dell'apparato industriale
militare USA e per mettere le mani sul petrolio iracheno, in modo che
la libertà di sfruttamento e la democrazia dei ricchi permetta
agli Americani di mantenere e di aumentare il loro benessere economico,
ed il relativo livello di consumi
In un quadro di
questo tipo, i resistenti iracheni, per la nostra informazione,
sarebbero terroristi (come i partigiani con i nazifascisti), le azioni
di
guerriglia sarebbero vili attentati, e l'ipostatizzazione del Maligno
sarebbe Al-Zarqawi, le cui vittime sono sempre dei civili innocenti, e
sono centinaia, mentre quelle degli USA si vede che sono sempre vittime
civili, ma colpevoli, e sono decine di migliaia se non di più.
Qui,
nelle nostre contrade, si continua a considerare la missione in
Iraq come una iniziativa della San Vincenzo; ci si meraviglia se ogni
tanto, in una guerra spacciata come missione di solidarietà
sociale, qualcuno salta per aria a causa di una mina; ci si commuove
per le nostre
vittime innocenti che, di fatto, anche se sempre troppe, corrispondono
alle vittime quotidiane di una sporca guerra che impone al popolo
iracheno enormi sofferenze ormai da decenni (prima la guerra all'Iran
pilotata dagli USA, poi la l° guerra del Golfo, poi l'embargo; esso
pure crudelissimo, poi la guerra di oggi ancora in atto, e
chissà per quanto ancora...)
Ma, allora, sarà proprio
vero che noi siamo i buoni, e i nostri nemici gli allievi di
Belzebove?
Non potrebbe
manifestarsi fisiologico il sospetto che Osama e Al-Zarqawi non siano
altro che allievi promettenti, ma ancora dilettanti, in una scuola che
porta la libertà massacrando il prossimo e diffonde la
democrazia fabbricando dittatori, strategie della tensione e docili
vassalli, allo scopo di servire il vero Dio di quella cultura, che
vorrebbe imporsi come modello mondiale, il Beati gli indefinitamente
ricchi, che usa Dio per violentare il prossimo o per lasciarlo
morire,
che sta portando l'ecosistema al collasso pur di riverire Sua
Santità Mammona ?
Qui da noi la
soluzione del problema sarebbe stata semplice: sarebbe bastato che
Berlusconi non avesse imitato Benito nella di lui sequela a
quell'Adolfo
che rompeva le scatole a tutti, ma che veniva ritenuto sicuro vincitore
nelle sue guerre di aggressione, e sarebbe bastato che Ciampi avesse
piantato la ferla in quanto
garante del rispetto di quella nostra
Costituzione che rifiuta, senza incertezze, l'uso della guerra per
risolvere le controversie internazionali: l'Italia oggi non
piangerebbe le sue 38 vittime.
Ma le
cose non
sono andate così, e la nostra sudditanza acuta e recidiva in
rapporto a quegli USA che vediamo ancora con gli occhiali dei
film
western anni 50' (gli Americani erano i buoni e i
Pellerossa i cattivi, terroristi ante
litteram) ha dato i suoi frutti
maligni.
Oggi, finalmente, si parla di ritorno a casa, e speriamo anche
dall’Afghanistan dove la resistenza agli Occidentali è solo in
catalessi, in uno stato di morte apparente.
Più
complessa è la situazione in rapporto al Paese-Guida
dell’Occidente, che ha messo a punto la teoria della guerra preventiva
e che non ha più un antagonista politico e culturale che lo
possa contrastare, dopo l'indegno suicidio dei compagni dell'Est. E' come
se il gestore di un orfanotrofio si mettesse ad assassinare il
prossimo per avere sempre degli orfani da beneficiare.
L'apparato
industrial-militare del Paese-Guida,
e la sua fame inestinguibile di
ricchezza e di potere, lo mettono nella condizione di avere sempre
bisogno di nemici, e questo, se ci riflettiamo bene, é un fatto
di una gravità estrema. Le enormi risorse, anzichè venire
usate per risolvere i problemi e costruire un mondo più giusto e
solidale, sono impiegate per costruire gli strumenti di morte al fine
di
difendere e di imporre al mondo un modo di vivere e di consumare che
nega la vita a 30 mila bambini e che ha portato il pianeta al
collasso ecologico ormai irreversibile.
Ha senso tutto
questo? É proprio vero che noi siamo giusti, che Dio
è con noi, e che i nostri nemici sono terroristi, brutti,
sporchi e cattivi ?
Quando ci renderemo
conto della distorsione blasfema
di una informazione che capovolge la proporzione fra la pagliuzza e la
trave ?
Quando ci
renderemo conto che siamo noi a rompere le scatole in casa d'altri, che
questi altri non hanno strumenti per opporsi se non la guerriglia, che
non deve essere piacevole farsi esplodere in mezzo al prossimo anche se
e che é assurdo voler portare libertà e democrazia
massacrando il prossimo e accalappiando le ricchezze che esso possiede ? Dobremmo rivalutare
Stalin: noi uccidiamo per la democrazia e per arricchire,
lui uccideva per il comunismo e basta.
Quando ci
renderemo conto che, se non prendiamo le distanze da coloro che
aggrediscono e massacrano preventivamente il prossimo, saremo caricati
dello stesso peccato e finiremo col pagare di persona la nostra
collusione con l'Impero, con i fautori del razzismo peggiore che possa
esistere, quello della razza ariana dei ricchi, dei vip, degli eletti,
dei vincitori, che vede nei poveri, o dei servi della gleba da
sfruttare, o dei "fuori mercato" da lasciar morire nell’indifferenza e
nel silenzio della grande favela di un sud che ormai é dentro
alla stessa nostra casa ?
Mario
Mariotti
30 giugno 2006