Una vera e propria bestemmia
Io
sono di formazione cattolica, e quindi sono abituato
alle bestemmie.
Alle bestemmie contro Dio, secondo cui il Dio di Gesù sarebbe
anche Dio degli eserciti, secondo cui il Papa sarebbe il vicario di Dio
stesso in Terra; alle bestemmie contro il buon senso e la ragione, per
cui solo nella Chiesa ci si potrebbe salvare l'anima!
A volte, nella
Messa, ci si può imbattere anche in bestemmie ...
cantate, quando il Dio degli eserciti viene messo in musica. A Messa
finita, tutti se ne escono in pace, perché si sentono
gratificati dal fatto che "hanno preso messa", e quindi hanno ben
meritato davanti a Dio, che “dovrà” tenerne conto e liberarli
dai mali presenti e futuri: l’atteggiamento interiore di aver
considerato la Messa non un impegno a trasformare il mondo secondo la
Parola, ma una polizza d'assicurazione contro il male che incombe, a
ben pensarci, manca poco che non sia una bestemmia.
Ma detto questo
- e nonostante questo - ciò che ho sentito e
visto in TV "C’era una volta l’Iraq, tutti i soldi spariti", è
stato troppo grosso, mi è sembrata una bestemmia di dimensione
ontologica. Siamo in un ospedale iraqeno, fatiscente e in
condizioni igieniche spaventose, con i liquami di fogna che mandano i
loro effluvi nelle camere operatorie, con scarafaggi, e formiche
intenti alle loro ordinarie occupazioni. Su due lettini, ricoperti di
panni e lenzuola, ci sono due gemellini nati prematuri; ci vorrebbe
l'incubatrice, che non c'è; sono poco ossigenati, il loro
colorito è scuro, respirano a fatica, le mascherine per
l'ossigeno non ci sono; ci vorrebbero medicine specifiche, ma non ci
sono, e il padre deve andare a comperarle al mercato nero.
Lì
accanto c'è un’altro dottore che deve reidratare
un'altra bambina, che ha la diarrea per aver bevuto acqua inquinata
(molte fogne, laggiù, sono a cielo aperto): non dispone di aghi
sottili, e deve “torturare” la piccola paziente cercando la vena con un
ago sovradimensionato.
Passano le ore,
i corpicini diventano sempre più scuri; dopo
qualche ultimo segnale di lotta per sopravvivere, i cuoricini si
fermano, e i due gemellini muoiono. Arriva il padre con due fiale della
medicina necessaria, ma è troppo tardi. Padre e madre cercano,
piangendo, due scatole di cartone che faranno da bara, forse solo
provvisoria.
A questo appunto
il padre sussurra, rivolto a uno dei due corpicini: non hai potuto avere niente dalla vita, e
sei tornato ad Allah.
Traduzione islamica del cristiano: Dio
ha dato, Dio ha preso, sia
fatta la volontà di Dio. Ed è proprio questo
enunciato
che mi ha fatto indignare, mi ha ferito nel più profondo di me
stesso, e mi ha reso evidente come non mai la negatività della
concezione religiosa del nostro rapporto con Dio. Come se la morte di
quei due piccini, e il loro dolore fisico dell'altra bambina, potessero
essere ascritti alla volontà di Dio.
No, non è
così, dobbiamo smetterla di ascrivere il
negativo alla volontà di Dio, e di dire che non si muove foglia
che Dio non voglia. Dire questo è bestemmiare il Dio di
Gesù, il Dio della vita. Quei piccoli non
sono tornati al Padre, che invece ce li aveva
donati perché fruissero del miracolo prodigioso della vita. Gli
sono stati rispediti dalla cattiveria degli uomini, dalla nostra
cattiveria, ed ora provo a chiarire a me e agli altri la catena, la
filiera delle responsabilità di queste e di migliaia, di milioni
di altre morti.
Partiamo dalle
lobbies dell'apparato industriale-militare e degli
interessi petroliferi degli Usa che hanno messo il loro consigliere
delegato, Bush, quale presidente del loro Paese: questa sarebbe la
qualità della democrazia dello Stato-guida del nostro pianeta,
Paese responsabile della guerra di aggressione contro l’Iraq.
Passiamo ai Neocon, ai cristiani
fondamentalisti, che hanno contribuito
in modo decisivo a far rieleggere il suddetto consigliere delegato alla
suddetta presidenza, e quindi contribuito al proseguimento della guerra.
Continuiamo con lo sterminato popolo
degli allocchi (parlo del
cittadino medio americano), che ignorano completamente la
necessità di una progettualità politica dei partiti, ed
orientano il loro voto verso i candidati dell'immagine più
accattivante, per cui anche chi volesse impegnarsi per fare avere
l'assistenza sanitaria ai milioni di cittadini che oggi ne sono privi,
ma non avesse la "dentiera sorridente", non avrebbe futuro, e sarebbe
“punito” dai predetti, più che sfruttati e, purtroppo,
completamente teledipendenti.
Proseguiamo con gli alleati del
colosso nordamericano, ad esempio gli
Italiani, che continuiano ad essere militarmente occupati dalla fine
della seconda guerra mondiale, e che hanno avvallato con il
silenzio-assenso, le atrocità che negliultimi cintqant’anni gli
Usa hanno posto in essere (Vietnam, Cile, Argentina, Guatemala,
Salvador, Indonesia; e oggi Afghanistan ed Iraq), per cui si trovano
complici e corresponsabili di un enorme negativo del quale - prima o
poi - dovranno rendere conto.
Puntiamo i riflettori
sull'associazione a delinquere (l'oggetto
dell'inchiesta televisiva) di coloro che hanno deciso, amministrato e
gestito il capitolo degli aiuti Usa per la ricostruzione del Iraq, che,
in partenza, consistevano nello stanziamento di ventitrè
miliardi di dollari,
e che, alla fine, si sono ridotti a cinque, usati per progetti
più di
immagine che di sostanza, per cui negli ospedali iracheni oggi manca
anche l'indispensabile.
Terminiamo denunciando quella
cultura maledetta del "Beati gli
indefinitamente ricchi” che sta alla base di tutto il negativo della
catena delle responsabilità, e che cova come un cancro maligno
dentro al cuore di ognuno di noi.
Ecco
“finalizzato” l'elenco delle colpe della morte dei due bambini,
del dolore imposto all'altra bambina, di tutto quello sterminato oceano
di sofferenze elargito dalla nostra cattiveria e dalla nostra
alienazione a migliaia, milioni di piccole vite, che devono soccombere
per le suddette cause, le quali, a loro volta, sono l'esatto contrario,
la vera bestemmia della volontà di Dio, del Dio dei viventi.
Ecco che
l'enunciato di quel padre, che alludeva al rientro della morte
dei suoi figli nella volontà di Dio, può metterci davanti
agli occhi ed alla coscienza tutta la negatività e l’alienazione
del nostro rapporto con Dio, se vissuto in chiave religiosa. Non
c'è, non può esserci errore più grosso di quello
di attribuire alla volontà di Dio il negativo che ha origine
dalla soggettività strutturalmente maligna dell'uomo.
La religione fa
proprio questo, e noi a persistere a darle il
credito, e a praticarla! Perdonateci, bambini, se potete. Dentro di
noi l'egoismo, l'alienazione religiosa,
l'indifferenza, l'ipocrisia maligna si contendono il
primato;
ma Dio ci attende al varco, e allora il fuoco l'avremo dentro di noi, e
non ci sarà
inferno peggiore.
Mario
Mariotti
14
novembre 2006