Un autogol del Tempio


Gli enunciati del Papa che sostengono che Dio è incompatibile con la violenza, col sangue versato, con le guerre sante, mettono in crisi tutto il castello religioso di cui il Papa stesso è e si sente garante.

Benedetto XVI ha parlato in questo modo probabilmente per continuare l'allineamento del Tempio ai progetti dell'impero, che ha bisogno di nemici perpetui per manifestare la propria bontà perpetua. Tuttavia, forse senza rendersene conto, ha creato le basi per la futura compromissione del Tempio stesso: dando una mano all'impero facendo il Goebbels in vece sua, fomentando i fondamentalismi religiosi, il proprio e l’altrui, buttando il sasso e ritirando la mano (poi chiedendo scusa per rafforzare la posizione)

Se Dio rifiuta la violenza, il Dio dell'Esodo deve andare a confessare i suoi peccati. Se la fede non si diffonde con la spada, da Costantino ad oggi il cristianesimo reale ha peccato e ha messo in atto le peggiori atrocità della storia. Se Dio non gradisce il sangue e il sacrificio, salta la logica dell'agnello che toglie il peccato, saltano i sacramenti (che usano il capitale inestinguibile della Grazia acquisita dal sangue dell'agnello), salta la seconda parte della messa (che include la logica veterotestamentaria delle sacrificio di Uno per il bene di tutti).

Qui la malignità del Tempio che sostiene l'impero si ritorce contro lo stesso, poiché dimostra di essere il primo a non credere agli enunciati che esso stesso sostiene. Già lo Spirito, nell'Antico Testamento, aveva ispirato qualcuno che annunciava che a Dio, dei sacrifici, non gliene cale nulla; e che, invece, vuole la giustizia per i non garantiti, ed il rifiuto della logica di  Mammona. Successivamente Gesù, lo Spirito del Padre col corpo nel mondo, aveva ribadito la natura del Padre, amore incondizionato per tutti, cercatore di “mani” che gli permettano di portare a compimento la creazione secondo amore. Niente da fare! Per secoli e secoli la violenza dell’uomo sull'uomo è coperta dal sigillo religioso in nome di Dio e della vera fede.

E oggi?
L'Occidente imperialista, rapinatore, aggressore e sfruttatore, si autoqualifica cristiano, e demonizza un'altra religione, associata a tutto il negativo possibile: generatrice del terrorismo, gravissima minaccia alla civiltà (occidentale), la più avanzata, la più rispettosa dei valori, la più giusta e la più democratica, ... quella dalle “radici cristiane”.

A parte che, se non ci fossero stati Illuminismo, Rivoluzione Francese, marxismo e socialismo, sempre ostacolati da Santa Romana Chiesa, i custodi della religione cristiana sarebbero ancora impegnati ad arrostire eretici, streghe ed infedeli, e continuerebbero a sostenere che la Terra è ferma e il Sole gira attorno a lei, si insiste a qualificare come civiltà un sistema perverso che
- continua nelle guerre di aggressione,
- lascia morire migliaia di bambini nella grande favela del Sud, sacrificati al capitalismo e al mercato,
- con lo scambio ineguale persiste nella rapina ai danni dei non-garantiti,
- tollera differenze abissali nelle condizioni di vita dei propri cittadini, e di quelle degli altri Paesi,
- tramite i mass-media, impone una "cultura" (quella del beati gli indefinitamente ricchi) che porterà al collasso ecologico lo stesso ecosistema-mondo

Possibile che la storia non insegni mai niente, e che Tempio e Impero, coi vari Goebbels e Straicher di turno a sostenerli demonizzando coloro che vorrebbero una trasformazione storica verso una maggiore giustizia, debbano entrambi dimostrarsi galoppini del vero Dio di questo mondo, Sua Santità Mammona, che ormai ha conquistato le "culture" di tutto il pianeta?

Deve andare proprio così? Se andrà proprio così, sarà certamente non la volontà di Dio, ma "merito" nostro: a forza di rubare, di distruggere tutto per il profitto, di monetizzare tutto, anche la Verità, finiremo l'ossigeno necessario per continuare ad alienare ed a rapinare. Allora il Signore tornerà sulle nubi, che saranno tanto inspessite da farLo inciampare... e noi dovremo fare i conti con Lui.

Allora ci sarà corrispondenza fra quanto abbiamo consumato e fatto, e la temperatura del liquame in cui saremo stati immersi - felici però di essere più alla moda del ricco epulone sempre seduto sull’obsoleto bruciatore della Geenna - ci farà invocare la goccia d'acqua di Lazzaro.


Mario Mariotti

28 ottobre 2006