Abbiamo perso tutti



 Se non fossimo già tutti rincitrulliti fino a livello subatomico, cioè nel più profondo di noi stessi, gli eventi di questi ultimi tempi potrebbero darci una lezione di chiarezza cristallina. Potremmo finalmente capire queste tre incontrovertibili realtà:

1) L'enorme potere della TV, per cui sarebbe una priorità assoluta l'impedire che essa completi la diffusione del cancro che ci sta avvelenando lo spirito       
2) Quanto sia più efficace fruttuoso in termini di consenso politico il fare appello al negativo, alla paura, nel nostro caso del comunismo, delle tasse e degli extracomunitari, piuttosto che al positivo, alla solidarietà sociale  
3) Quale sia la qualità delle nostre presunte radici cristiane

Passo ad esaminare le tre realtà, partendo dal potere della TV. Qui voglio portare tre esempi significativi: l'assassinio di Tommi, il risultato elettorale, il tipo  di cultura connessa all'estrema violenza che un enorme numero di ragazzi è costretto a subire nella grande favela del Sud, cui non é estraneo l'assassinio di Tommi.

L'esperienza tragica di questo bambino di 18 mesi ha costituito il contenuto principe di oltre un mese di trasmissioni televisive. Non c’è stato Italiano che non si sia commosso, cinquantamila persone al funerale, pena esemplare per il mostro assassino. Questa spettacolarizzazione pilotata dalla violenza subita da Tommi, della sofferenza dei familiari, dell’insensibilità blasfema degli assassini, però (e purtroppo) ha il torto di squilibrare la nostra visione della realtà e finisce col renderci complici di uno sterminato oceano di sofferenza che ci viene tenuta nascosta.

Quanti sono i Tommi nel mondo?
trentamila ogni giorno vengono lasciati morire di fame o di malattie curabilissime
milioni vengono sfruttati nel lavoro minorile e nella prostituzione
molti spariscono vittime del commercio d’organi per i trapianti
un numero enorme di essi non ha accesso all'acqua potabile, alla scuola, alle cure mediche
ci sono tantissimi Tommi anche fra le decine di migliaia di vittime civili nella guerra in Iraq e in tutte le altre guerre dimenticate che insanguinano il pianeta e che hanno come motore l'eterno e blasfemo desiderio di accumulo da parte dei ricchi (i ricchi siamo noi)

Ebbene, quale rilievo ha questo sterminato oceano di violenza, di sofferenza, di ingiustizia e di sfruttamento, subito da tutti i Tommi del pianeta nella nostra serafica TV? Lo lascio giudicare ai lettori, e li invito a riflettere sull'enorme potere di coscietizzazione che essa avrebbe se si impegnasse a dare un quadro oggettivo ed equilibrato della malignità strutturale del nostro asettico e normale modo di giudicare, di scegliere e di comportarci.

Passiamo al secondo esempio, al risultato elettorale. Cinque anni di questo governo hanno arricchito i ricchi, hanno impoverito i poveri, ci hanno fatto perdere la reputazione a livello internazionale, ci hanno fatto regredire ad un criptofascismo in cui i ricchi, i potenti, i vincitori, i liberi imprenditori, gli investitori, gli azionisti, i personaggi di successo rientrano nella razza ariana dei superuomini, che devono avere visibilità, devono comandare ed essere serviti; tutti gli altri, partendo dai lavoratori, devono credere, obbedire, a volte anche combattere, servire, non avere visibilità ed arrancare con quello che il sistema ha lasciato nelle loro tasche, dopo aver permesso una svalutazione che ha dimezzato il valore della moneta nel passaggio dalla lira all'euro.

Ebbene, in un quadro di questo tipo metà degli italiani ha avuto il coraggio di riconfermare la fiducia al Cavaliere. Tutta questa gente non è subnormale, non soffre di ipossigenazione del cervello, e per forza mi si chiarisce la causa vera di questa macroalienaziene continuata e recidiva: é la TV, strumento principe di sua santità cavalier Mammona per narcotizzare urbi et orbi il popolo degli allocchi.

Ed é poi sempre questa stessa TV la responsabile di quel tipo di cultura che l'Impero evacqua per  rendere i sudditi funzionali alla conservazione ed al consolidamento di sé stesso; cultura che mercifica ogni valore, che spettacolarizza anche il negativo, che nasconde il rapporto fra il denaro ed il lavoro  dell'uomo, che impone i miti della ricchezza facile, dei bisogni indotti per emergere: e per distinguersi, che instilla quel cancro dello spirito che é costituito dal Beati gli indefinitamente ricchi e che sta trasformando l’homo sapiens nel bipede mai sedato, sempre alla ricerca dell’apparire e dell’avere di più.

A me sembra che, a valle di questa cultura maligna, non ci si possa poi meravigliare se si generano dei mostri come gli assassini di Tommi. Se ne vedono anche di peggio. E poi oggi, in aggiunta, assistiamo anche allo spettacolo indegno di che si pone quale giudice di quello stesso negativo di cui, sempre in buona fede, egli stesso è la radice. Bisogna che spegniamo il televisore, e che troviamo il tempo per riflettere.

La nostra normalità, l’accettazione dell’esistente, il nostro adeguarci alla malignità del capitalismo privato e del mercato, la nostra insensibi1ità ed il nostro peccato di omissione di solidarietà non ci permettono di essere giudici neppure dei peggiori delinquenti. Il male non é solo fuori di noi, é anche dentro a noi stessi. Non abbiamo purtroppo le carte in regola per piangere Tommi: ne lasciamo morire troppi per le nostre recidive e colpevoli omissioni, siamo dentro alla stessa cultura che genera i mostri.   
   
Ed ora é il momento di passare alla seconda lezione cristallina, cioè a quanto sia più facile aggregare sulla paura e sui nostri difetti che sulle proposte di solidarietà. La campagna elettorale della Casa delle libertà (sic!) ha avuto come cardini l'instillazione della paura del comunismo, cui é sempre sensibile il mondo cattolico; l'evocazione dell'incubo delle tasse, temute sia dai ricchi, che dai poveri (questi ultimi privi della lucidità di capire che le tasse ai ricchi si trasformerebbero in servizi sociali per loro); e infine la paura degli extracomunitari, che sarebbero tutti potenziali delinquenti, spacciatori e stupratori, e, in aggiunta, metterebbero in pericolo la nostra identità cristiano-occidentale.

I comunisti si sono ridotti a cuocere i bambini prima di mangiarli perché, avendo, divorato per decenni preti, suore e frati, oggi hanno la dentiera precaria. Le tasse non bisogna neppure nominarle, perché lo stato, le regioni, i comuni devono fornire i servizi sociali facendo appello solo allo spirito del volontariato ed ai miracoli di Escrivà de Balaguer. Gli extracomunitari, infine, dopo aver fatto i lavori più umili e meno gratificanti rifiutati dall'italica progenie, si devono dematerializzare dalle 6 della sera alle 8 del mattino, per non creare complicazioni che implichino delle spese.

Che bella, questa musica, piuttosto dello stridore che ci richiama alla solidarietà sociale, alla  condivisione, all’accoglienza dell'altro, all'impegno comune per il rispetto dei diritti umani fondamentali, primo fra i quali il diritto al lavoro, che dovrebbe affrancarsi dalle ipoteche della competizione e del mercato! Questa musica sì che raccoglie consenso e voti!

E tale musica meravigliosa, orchestrata dalla Casa delle libertà, mi permette di passare alla terza lezione cristallina sulla qualità delle nostre radici cristiane.
Se fosse vero che un po’ di DNA evangelico é presente dentro di noi, i tre temi agitati dal centro-destra gli avrebbero fatto non conquistare, ma perdere dei voti. Il cristianesimo, infatti, qualora venga incarnato, diventa condivisione con amore, economia di comunione. Nelle tasse, poi, il cristiano sa riconoscere il condivisionismo strutturale: il frutto del lavoro di coloro che si sono trovati dotati di più talenti va a compensare la povertà di coloro che sono nati con pochi talenti. Nell’extracomunitario, infine, il cristiano sa vedere il proprio prossimo, dato che il Signore ci dice che tutti sono il nostro prossimo; e inoltre, sempre il cristiano, si impegna contro il meccanismo dello scambio ineguale, della libertà di mercato, dell'usura del debito, per cui sarà possibile arrivare ad appianare la differenza fra i Paesi ricchi e Paesi poveri, e gli extracomunitari verranno da noi solo come turisti, e non alla ricerca del rispetto del diritto al lavoro, negato loro dai precedenti meccanismi maligni.

Vi sembra che tutto questo faccia parte di quella sensibilità cristiana che ci deriva dalle nostre radici e da secoli e secoli di cristianesimo reale? Vi sembra che essa abbia fatto in modo che i cristiani rifiutassero la Casa delle libertà? Non credo proprio! Quando ci accorgeremo che il berlusconismo non é altro che il nostro omogenizzarci alla cultura americana del Beati i ricchi irrorata soprattutto dalla TV? che fa appello al negativo del nostro spirito? che vede, nella ricchezza, abilità, furbizia e fortuna, invece che sfruttamento, scambio ineguale ed omissione di solidarietà?

Quando capiremo che gli innocui concorsi a premi (l'eredità, il malloppo, i fatti tuoi, ecc.) contaminano lo spirito, bestemmiano i poveri, sputano sulla fatica dell'uomo, umiliano il lavoro, inducono a sperare nella fortuna individuale e non nell'impegno responsabile a risolvere i problemi di tutti e non solo i nostri? Quando capiremo che il non-cambiamento di un mondo allucinante sostiene una violenza di tali dimensioni e crudeltà da trasformare lo stesso Stalin in un dilettante del crimine?

Cari fratelli, le elezioni non le ha vinte nessuno, le abbiamo perse tutti, con la sola unica soddisfazione di aver visto i sepolcri imbiancati della Casa delle libertà essersi scavata la fossa con le loro mani. Proviamo a fermarci, a spegnere la TV e ad accendere i microprocessori che attivano il pensiero.

Cerchiamo di capire il “dove siamo” e il “dove andremo”, se non ci determiniamo a cambiare giudizi, scelte e comportamenti: succubi della nazicrazia americana, guerre preventive, decine di milioni di persone prive di assistenza, individualismo e competitività esasperata, mercificazione anche di Gesù Cristo, rischio di collasso ecologico del pianeta.

Vogliamo proprio crepare cosi? Vogliamo proprio assecondare questo ignobile futuro che ci aspetta? Vogliamo proprio prendere in giro Nostro Signore per l'eternità?

Mario Mariotti

29 aprile 2006