Spreco Nassiriya
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Quanto spendiamo NOI ITALIANI per le missioni militari ?


 
Abbiamo speso più per gli 007 che per gli aiuti. È il paradosso più grande della missione italiana in Iraq, una spedizione nata per favorire la ricostruzione del Paese dopo gli anni della dittatura di Saddam Hussein e soprattutto per dare sollievo alla popolazione stremata da embargo e combattimenti. Doveva essere una missione umanitaria: invece a Nassiriya l'Italia ha investito più negli agenti segreti che nel sostegno agli iracheni. Nei primi sei mesi del 2006 il bilancio approvato dal governo per l'operazione Antica Babilonia prevede 4 milioni di euro di aiuti e ben 7 milioni per le attività di informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio dei ministri, ossia per gli inviati del Sismi. E la stessa cosa è avvenuta sin dall'inizio: in tre anni l'intelligence ha ottenuto circa 30 milioni di euro mentre per le esigenze di prima necessità della popolazione locale ne sono stati stanziati 16. Un divario inspiegabile, che sembra mostrare l'Italia più interessata allo spionaggio che al soccorso di quei bambini per i quali era stata decisa la partenza di un contingente senza precedenti: oltre 3.500 militari con mille veicoli.

Ma a leggere i dati contenuti nella monumentale relazione pubblicata sul sito dello Stato maggiore della Difesa, tutta l'operazione Antica Babilonia appare come una voragine, che inghiotte finanziamenti record distribuendo pochissimi aiuti. O meglio, i conti mettono a nudo la realtà che si vive a Nassiriya: non è una missione di pace, ma una spedizione in zona di guerra. Finora infatti sono stati stanziati 1.534 milioni di euro, poco meno di 3 mila miliardi di vecchie lire, per consegnare alla popolazione della provincia di Dhi-Qar poco più 16 milioni di materiale finanziato dal governo: un rapporto di cento a uno tra il costo del dispositivo militare e i beni distribuiti. In realtà, però, la spesa totale per le forze armate italiane a Nassiriya è addirittura superiore a questa cifra: tra stipendi, mezzi distrutti ed equipaggiamenti logorati dal deserto la cifra globale calcolata da L'Espresso, consultando alcuni esperti del settore, si avvicina ai 1.900 milioni di euro.


Intelligence a go-go. Su tutte le pagine del rapporto dello Stato maggiore Difesa, disponibile sul sito web, è stampata la dicitura: Il presente documento può circolare senza restrizioni. Solo nelle ultime 20 pagine questo timbro non compare. Ed è proprio nella nota finale sugli aspetti finanziari di Antica Babilonia che compaiono le notizie più delicate. A partire dalla voce: Attività di informazioni e sicurezza della PCM, ossia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta dei fondi extra consegnati agli agenti del Sismi che operano in Iraq: non si sa se lo Stato maggiore li abbia indicati per voto di trasparenza, per errore o per una piccola mossa perfida. Di fatto, finora le disponibilità degli 007 erano un mistero, oggetto di grandi illazioni soprattutto per quanto riguarda la gestione dei sequestri di persona. Da anni si discute delle riserve usate dalla nostra intelligence per comprare informatori o per eventuali riscatti pagati durante i rapimenti. Adesso queste cifre permettono di farsi qualche idea del costo dei nostri 007 in azione. Per i primi sei mesi del 2003, purtroppo, lo Stato maggiore non è illuminante: la provvista è mescolata assieme alle spese di telecomunicazioni, quelle dei materiali per la guerra chimica e quella per il trasloco delle truppe. In totale poco meno di 35 milioni. Facendo il confronto con i bilanci dei semestri successivi, si potrebbe ipotizzare che al Sismi siano andati circa 4 milioni di euro. In ogni caso, gli stanziamenti diventano poi espliciti: 9 milioni nel 2004, 10 milioni nel 2005, 7 milioni già disponibili per i primi sei mesi di quest'anno. Una somma compresa tra i 50 e i 60 miliardi di vecchie lire, destinata soltanto a coprire i sovrapprezzi delle missioni top secret in territorio iracheno, a ricompensare gli informatori e, verosimilmente, alla gestione dei sequestri di persona. Quelle operazioni che hanno determinato il ritorno a casa di sei ostaggi, grazie anche al sacrificio del dirigente del Sismi Nicola Calipari. Un ultimo dato: dalla stessa relazione dello Stato maggiore apprendiamo che il Sismi ha avuto altri 23 milioni e mezzo per la missione in Afghanistan. Anche in questo caso, la dote degli 007 supera di gran lunga il valore dei beni distribuiti alla popolazione.

La lontananza è cara. Le voci trasporti e telecomunicazioni della spedizione hanno importi choc. Per i viaggi avanti e indietro dei reparti, dei rifornimenti e degli equipaggiamenti, sono stati spesi finora 125 milioni di euro. Ogni quattro mesi infatti le brigate impegnate a Nassiriya vengono sostituite: devono tornare in Italia con le loro dotazioni di materiali e armi leggere. Veicoli e scorte invece restano sempre in Iraq, salvo quando il logoramento impone di rimpiazzarli. Sorprendente anche la bolletta del telefono: 11 milioni in 18 mesi. Non si tratta delle chiamate a casa dei soldati o dei carabinieri, ma del flusso di telecomunicazioni via satellite per l'attività dei militari: i contatti con l'Italia, quelli con i comandi alleati e molte delle trasmissioni radio sul campo. Pesante pure il capitolo 'Croce rossa italiana': si tratta di oltre 32 milioni di euro. E riguardano il solo ospedale di Nassiriya, quello che fornisce assistenza medica ai nostri militari. Questa struttura ha soltanto come scopo secondario l'attività in favore della popolazione locale: 450 ricoveri in tre anni. Nel 2003 la Croce rossa aveva a Nassiriya 85 persone, poi scese a 70: dall'inizio della missione si tratta di una spesa media per ogni operatore sanitario di oltre 400 mila euro. Perché? La risposta ufficiale chiama in causa le indennità straordinarie e le difficoltà di trasferire medicinali e apparecchiature. L'ospedale da campo creato a Baghdad nel 2003, invece, era finanziato con i fondi del ministero degli Esteri: il costo era ancora più alto, ma i pazienti erano tutti iracheni.

Farnesina tecnologica. La quota più consistente dei fondi destinati alla rinascita dell'Iraq viene gestita dalla Farnesina: 103 milioni di euro. La fetta maggiore è stata inghiottita dall'ospedale di Baghdad e dalla difesa dell'ambasciata. Ci sono poi numerose iniziative ad alta tecnologia, tutte realizzate in Italia e alcune di discutibile utilità: 5 milioni per la rete telematica Govnet che dovrebbe connettere i ministeri di Bagdad; 800 mila euro per la ricostruzione virtuale in 3D del museo di Baghdad. I programmi di formazione invece prevedono che il personale iracheno frequenti dei corsi in Italia: una procedura sensata quando si tratta di lezioni per dirigenti o tecnici di alto livello, forse meno quando comporta il trasferimento a Roma di 30 orfani destinati a imparare il mestiere di falegname, barbiere o sarto. Più concreti gli interventi gestiti dal Ministero attraverso la Cooperazione per la ricostruzione dell'agricoltura, del sistema scolastico e di quello ospedaliero: ma nei primi 18 mesi nella regione di Nassiriya erano stati realizzati progetti per soli 3,7 milioni.

Armata ad alto costo. Tra aiuti diretti consegnati dai militari e progetti, concreti o virtuali, della Farnesina in tutto sono stati stanziati 119 milioni di euro. Secondo lo Stato maggiore, per il contingente armato finora sono stati messi a disposizione 1.418 milioni di euro. Ma è un stima parziale: non tiene conto del costo degli stipendi, del logoramento dei mezzi, di molte delle parti di ricambio. Non tiene conto dell'elicottero distrutto in missione, dei dieci veicoli Vm90 annientati negli attacchi, delle munizioni esplose, della base dei carabinieri cancellata dall'attentato del 2003. Non tiene conto del terribile bilancio di vite umane: 22 tra carabinieri e soldati caduti e 61 feriti in azione, altri sette morti e sette feriti in incidenti. In più un civile ammazzato nella strage del 12 novembre 2003 e un altro ferito. Un sacrificio giustificato dai risultati? Di sicuro, non si può chiamarla una missione di pace. Nei quattro mesi 'più tranquilli' i parà della Folgore hanno distribuito beni o avviato progetti pari a 4 milioni di euro, finanziati dal governo o da istituzioni e aziende italiane: in più hanno vigilato sulla nascita di iniziative internazionali per altri 6 milioni di dollari. Nella fase di crisi della battaglia dei ponti, invece la brigata Pozzuolo del Friuli si è fermata a meno di 4 milioni di dollari tra attività portate a termine o soltanto avviate. Ormai è difficile anche controllare a che punto sono i lavori nei cantieri: ogni sortita è pericolosa. Per questo il comando di Nassiriya ha ipotizzato di usare gli aerei-spia senza pilota, i Predator, che con le telecamere all'infrarosso possono verificare se i macchinari sono accesi o se i manovali ingaggiati dalla Cooperazione stanno perdendo tempo. Certo, si potrebbe affidare la sorveglianza alle autorità irachene: grazie a un programma della Nato abbiamo addestrato 2.600 soldati e 12 mila poliziotti locali. Eppure tanti uomini in divisa non sono bastati a impedire che un'imboscata venisse messa a segno a pochi metri dal commissariato più importante.

Aiuti oltre i limiti. Soldati e carabinieri escono ancora dalla loro base per sostenere la popolazione. Prima della strage del 2003 lo facevano molto di più: fino a quel momento la brigata Sassari aveva percorso un milione e 900 mila chilometri; dopo di loro i bersaglieri della Pozzuolo del Friuli ne hanno macinati solo 460 mila. C'è un dato che fotografa la situazione meglio di ogni altra analisi: poco meno di 2 milioni di chilometri totalizzati dalle colonne dell'Esercito in quattro mesi prima dell'attentato, altrettanti percorsi nei 24 mesi successivi. Eppure, nonostante i rischi altissimi testimoniati dall'attacco costato la vita a due carabinieri e un capitano dell'Esercito, i nostri militari non rinunciano a condurre le attività umanitarie. Cercano di costruire scuole e ambulatori, forniscono macchine ai laboratori artigianali e all'unica raffineria. Per evitare imboscate, lo fanno di sorpresa: arrivano nei villaggi all'improvviso, scaricano doni e materiali, poi ripartono. Se invece c'è qualche cerimonia ufficiale, tutta l'area viene presidiata in anticipo con cecchini e blindati.


Insomma: una situazione di guerra. Ma nessuno si sottrae ai pericoli. Anzi, tutti i reparti fanno più del necessario. Prima di partire per l'Iraq, c'è una sorta di questua tra istituzioni locali e aziende della zona dove ha sede la brigata per raccogliere aiuti da distribuire: spesso i reparti mettono insieme una quantità di merci superiore ai fondi governativi. Inoltre in occasioni particolari, ci sono collette tra i soldati per acquistare riso o medicinali. O iniziative straordinarie, come quella della famiglia del maresciallo Coletta, una delle vittime del la strage del novembre 2003, che ha mandato un container di farmaci per un ospedale pediatrico. Ma a tre anni dalla caduta di Saddam ha ancora senso rischiare la vita di 20 militari per consegnare un camion di riso e medicine?


Gianluca Di Feo

L'Espresso, 4 maggio 2006

Quanto spendiamo NOI ITALIANI per le missioni militari ?

 Marcello Pamio e Rosanna Sapori


Tutti sono a conoscenza che il mondo sta passando oggi una profonda e generalizzata crisi economica! Qui nel Bel Paese i segnali di tale disagio sono lapalissiani: aste di BOT disertate da risparmiatori e addetti al lavoro (segnale inquietante che sta a indicare la perdita di fiducia nei confronti di uno stato insolvente), il debito in costante crescita che preoccupa non solo gli osservatori europei ma costringe addirittura le agenzie di rating a minacciare il nostro declassamento. Nell’Eurolandia, qualche economista parla addirittura di un’uscita dell’Italia dalla zona euro, o tuttalpiù della suddivisione dell’Europa in due zone distinte: una con l’euro forte (con Germania, Francia, ecc.) e l’altra con l’euro debole (con Spagna, Italia, ecc.)

Questo tanto per farvi comprendere qual è la situazione economica odierna! Ma non è una cosa misteriosa questa, visto che sempre più famiglie non arrivano a fine mese! Per non parlare del caro-benzina o caro-petrolio che sta provocando la lievitazione dei prezzi dei trasporti e dei prodotti al consumo (quasi tutto viaggia su gomma). E’ d’obbligo aprire una parentesi geopolitica, perché se nei prossimi giorni la colazione anglo-israelo-americana farà quello che i poteri forti stanno chiedendo loro di fare: l’intervento armato in Iran, sicuramente la benzina a 1,3 euro per litro sarà un triste ricordo. L’Iran è un membro dell’OPEC e in caso di attacco ingiustificato potrebbe chiudere i propri rubinetti, provocando un aumento devastante del costo del greggio.

Detto questo, si viene a sapere, grazie al giornalista Gianluca De Feo de l’Espresso, che il nostro governo, spende ogni anno delle cifre fantasmagoriche per mantenere qualche migliaia di persone (per la precisione 8514) nei territori di guerra e/o post guerra.

Non ci credete? Bene, per coloro che hanno un accesso a internet basta entrare nel sito ufficiale del Ministero della Difesa (www.difesa.it) e andare nella sezione “Le Operazioni Militari” nel menù di sinistra. Una volta aperta la pagina, sotto l’immagine del globo terrestre, si troveranno tre sezioni: “Presenza Militare Italiana all’estero”, “Operazioni in atto” e “Operazioni concluse”. Entrando nella prima sezione “Presenza militare italiana” si ha la possibilità di scaricare un documento lungo oltre 150 pagine sulle varie missioni a cui noi partecipiamo. Ce n’è per tutti i gusti: Albania, Balcani, Kosovo, Bosnia, Sudan, Malta, Libano, Egitto, Israele, Afghanistan, Iraq e molte altre ancora.

A parte l’Iraq, i Balcani e l’Afghanistan quanti sapevano delle altre missioni? Non entriamo nel merito di queste cosiddette missioni di pace, o di mantenimento della pace (peacekeeping), anche perché non ha senso parlare di missioni di pace in un territorio di guerra (sono riusciti a rovesciare perfino la lingua italiana: “missili intelligenti”, “guerra umanitaria”, ecc.) Quello che c’interessa è far presente alla maggior parte delle persone, quali e quanto sono le spese che NOI abbiamo sostenuto e stiamo sostenendo per delle missioni prettamente militari.

Sapete per esempio quant’è costata la missione in Kosovo?

Dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2001 à 1549 miliardi di  lire
Dal 1 gennaio 2002 al 30 giugno 2006 à 1.827.868.000 di euro (pari a 3655 miliardi di lire)
Per un totale di 5204 miliardi di lire (una intera finanziaria!)

Non male per una sola missione, vero? Per fortuna che Bosnia e Albania sono state molto più economiche: la prima ha drenato capitali italiani pari a 195.895.000 di euro e la seconda, divisa in due missioni (Albania 1 e Albania 2), solo 510 miliardi di lire.

Il vaso di Pandora è rappresentato invece dall’Antica Babilonia, cioè dalla missione in Iraq. Dal 1 giugno 2003 al 30 giugno 2006 (quindi per soli 3 anni), la “missione di pace” (35 morti italiani, tra civili e soldati!) è costata a NOI contribuenti, senza che nessuno ce lo chiedesse, ben 1.534.604.000 di euro!!! Questa cifra tradotta in lire raggiunge quasi i 3000 miliardi. Quindi vengono spesi 1000 miliardi di lire ogni anno, per mantenere una occupazione militare illegittima in un paese devastato da una altrettante illegittima guerra, iniziata per delle fantomatiche armi di distruzione di massa.

Pensavate fosse finita, ma non è così: ci sono moltissime altre spese che sosteniamo inconsapevolmente. Il SISMI per i servizi d’intelligence militare in Afghanistan ha ricevuto 23 milioni di euro.

Interessante è pure la stratosferica bolletta del telefono per i collegamenti satellitari delle attività militari che ha raggiunto gli 11 milioni di euro.
Pure la ricostruzione virtuale in 3D del museo di Baghdad fa la voce grossa: 800.000 euro! Uno dei più importanti musei al mondo, che conservava opere dal valore storico-culturale di inestimabile valore, è stato lasciato svuotare da ladri e ladroni, nella noncuranza (e anche partecipazione) delle stesse forze militari anglo-americane.

Ultimo ma non per importanza, sono le spese della Croce Rossa italiana: ben 32 milioni di euro, per 70 addetti ai lavori, e per il solo ospedale di Nassiriya. Ospedale che fornisce assistenza medica ai militari e non ai civili, infatti tale struttura ha effettuato solamente 450 ricoveri civili in 3 anni di attività.

Penso possa bastare, anche se il documento ufficiale pubblicato nel sito del Ministero della Difesa è veramente senza fondo. Ma senza fondi siamo anche noi italiani, che vediamo costantemente diminuire le nostre entrate e aumentare invece le uscite sottoforma di tasse e spese in genere. Per cui è bene ricordare ai signori che comandano, che anche vivere in Italia oggi è una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Per cui un consiglio: prima che tale lotta si trasformi in una vera e propria guerra, è meglio inserire tra le missioni, forse la più importante: ITALIA

Marcello Pamio e Rosanna Sapori


Link dove scaricare il documento ufficiale:
- Ministero della Difesa: www.difesa.it/Operazioni+Militari/presenza+militare 
- Unione Nazionale Arma dei Carabinieri: www.carabinieri-unione.it/unac/index.asp



Estratto

MISSIONE ANTICA BABILONIA

Dati estratti dal sito ufficiale del Ministero della Difesa www.difesa.it - Stato Maggiore della Difesa


(1) Oneri finanziari (dettagli a fine documento in nota):

(a)  dal 01.07.2003 al 31.12.2003 (legge n. 219 del 01.08.2003, che ha convertito, per la sola parte relativa all’Iraq, il decreto-legge n. 165 del 10.07.2003): € 225.548.586 per 3.014 uomini (interforze) per le attività del Ministero della Difesa;

(b)  dal 01.01.2004 al 30.06.2004 (legge n. 68 del 12.03.2004, che ha convertito il decreto-legge n. 9 del 20.01.2004): € 207.964.447 per 2.714 uomini (interforze) per le attività del Ministero della Difesa;

(c)  dal 01.07.2004 al 31.12.2004 (legge n. 207 del 30.07.2004, che ha convertito, per la sola parte relativa all’Iraq, il decreto-legge n. 160 del 24.06.2004): € 284.549.820 per 3.264 uomini (interforze) per le attività del Ministero della Difesa;

(d)  dal 01.01.2005 al 30.06.2005 (legge n. 37 del 18.03.2005, che ha convertito, per la sola parte relativa all’Iraq, il decreto-legge n. 3 del 19.01.2005): € 267.714.637 per 3.432 uomini (interforze) per le attività del Ministero della Difesa;

(e)  dal 01.07.2005 al 31.12.2005 (legge n. 158 del 31.07.2005, che ha convertito il decreto-legge n. 112 del 28.06.2005): € 213.042.277 per 3.228 uomini (interforze) per le attività del Ministero della Difesa;

(f)  dal 01.01.2006 al 30.06.2006 (decreto-legge n. 9 del 17.01.2006 e legge n. 51 del 23.02.2006): € 187.515.323 per 2.694 uomini (interforze) per le attività del Ministero della Difesa;

(g)  il personale impegnato quale esperto militare per la riorganizzazione del Ministero della Difesa iracheno e per la formazione del personale delle FF.AA. irachene, percepisce l’indennità di missione nella misura intera incrementata del 30% se il personale non usufruisce, a qualsiasi titolo, di vitto e alloggio gratuito;

SI ARRIVA AD UN PRIMO TOTALE DI EURO 1.386.336.000, mancano gli stipendi ed il calcolo dei mezzi distrutti (NdA)



ANTICA BABILONIA
Dettagli su alcuni degli oneri finanziari, come indicato negli atti parlamentari


a.  dal 01.07.2003 al 31.12.2003 (legge n. 219 del 01.08.2003, che ha convertito, per la sola parte relativa all'Iraq, il decreto-legge n. 165 del 10.07.2003): € 253.995.241, di cui:

(1) per le attività del Ministero della Difesa (ANTICA BABILONIA - Capo II della legge): 225.548.586 per 3.014 u., di cui:

(a)  190.538.793 riferiti a:

(b)  sette mesi di attività (gg. 214) , dal 01.06 al 31.12.2003, per EI, MM, AM e CC;

(c)  permanenza in teatro di quattro unità navali per periodi diversi: gg. 61 per il “Cigala Fulgosi”, gg. 92 per due cacciamine e g.. 122 per il “San Giusto”;

(d)  34.894.800 per oneri una tantum: sistemi d’arma; materiali NBC, TLC e satellitari; moduli abitativi; rischieramento in teatro; nonché attività di informazione e sicurezza della P.C.M.;

(e)  114.993 per aliquota di 30 Carabinieri inviati in anticipo a Baghdad per garantire la sicurezza dell’ospedale da campo della C.R.I.;

(2) 6.902.655 per l’ospedale da campo (85 u.) della C.R.I. installato a Baghdad;

(3) 21.544.000 per le attività gestite dal Ministero degli Affari Esteri, previste nel Capo 1° della legge ("Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq"), sulla base degli indirizzi della Presidenza del Consiglio, nell’ambito della task-force interministeriale;


b.  dal 01.01.2004 al 30.06.2004 (legge n. 68 del 12.03.2004, che ha convertito il decreto-legge n. 9 del 20.01.2004): € 223.591.897, di cui:

(1) per le attività del Ministero della Difesa (ANTICA BABILONIA - Capo II della legge): 207.964.447 per 2.714 u., di cui:

(a)  134.599.394 per 1.876 u. dell’Esercito;

(b)  12.464.365 per 150 u. della Marina;

(c)  28.356.150 per 177 u. dell’Aeronautica;

(d)  23.701.310 per 418 Carabinieri (MSU);

(e)  9.257 per i Carabinieri in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Baghdad;

(f)  5.895.865 per 70 persone della C.R.I.;

(g)  2.122.490 per la cessione a titolo gratuito alle Forze Armate e alle Forze di Polizia irachene di vestiario e materiale di equipaggiamento, con esclusione di materiali di armamento;

(h)  815.616 per il sostegno logistico alle Forze Armate e alle Forze di Polizia irachene;

(2) 4.000.000 per le attività di informazione e sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

(3) 11.627.450 per le attività gestite dal Ministero degli Affari Esteri, previste nel Capo 1° della legge ("Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq");


c.  dal 01.07.2004 al 31.12.2004 (legge n. 207 del 30.07.2004, che ha convertito, per la sola parte relativa all'Iraq, il decreto-legge n. 160 del 24.06.2004): € 310.474.885, di cui:

(1) per le attività del Ministero della Difesa (ANTICA BABILONIA - Capo II della legge): 284.549.820 per 3.264 u., di cui:

(a)  185.574.256 per 2.292 u. dell’Esercito;

(b)  7.539.882 per 102 u. delle Forze Speciali dell’Esercito;

(c)  5.670.931 per 145 u. della Marina;

(d)  26.491.506 per 224 u. dell’Aeronautica;

(e)  20.195.424 per 423 Carabinieri (MSU);

(f)  28.550.734 per sostegno logistico interforze;

(g)  4.000.000 per aiuti umanitari ("al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino di servizi essenziali");

(h)  556.788 per 8 esperti militari per la riorganizzazione del Ministero della Difesa iracheno e per la formazione del personale delle FF.AA. irachene;

(i)  8.472 per oneri assicurativi per i Carabinieri in servizio presso le Rappresentanze diplomatiche italiane (Ambasciata d’Italia a Baghdad e Consolato a Bassora);

(j)  5.961.827 per 70 persone della C.R.I.;

(2) 5.000.000 per le attività di informazione e sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

(3) 20.925.065 per le attività gestite dal Ministero degli Affari Esteri, previste nel Capo 1° della legge ("Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq");


d.  dal 01.01.2005 al 30.06.2005 (legge n. 37 del 18.03.2005, che ha convertito, per la sola parte relativa all’Iraq, il decreto-legge n. 3 del 19.01.2005): € 291.492.695, di cui:

(1) per le attività del Ministero della Difesa (ANTICA BABILONIA - Capo II della legge): 267.714.637 per 3.432 u., di cui:

(a)  172.146.993 per 2.390 u. dell’Esercito;

(b)  9.098.210 per 184 u. della Marina;

(c)  17.089.035 per 307 u. dell’Aeronautica;

(d)  20.422.843 per 430 Carabinieri (MSU);

(e)  5.987.915 per 70 componenti della C.R.I.;

(f)  29.769.741 per trasporti da e per il teatro operativo di personale (avvicendamenti) e di rifornimenti logistici;

(g)  6.436.240 per le esigenze connesse con le comunicazioni satellitari;

(h)  4.000.000 per aiuti umanitari ("al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino di servizi essenziali");

(i)  572.021 per 8 esperti militari impegnati nell’attività nazionale per la riorganizzazione del Ministero della Difesa iracheno;

(j)  328.462 per 7 u. impegnati nella missione NATO Training Mission in Iraq (NTM-I) per la formazione e l’addestramento del personale delle FF.AA. irachene

(k)  8.341 per oneri assicurativi per i Carabinieri in servizio presso le Rappresentanze diplomatiche italiane (Ambasciata d’Italia a Baghdad e Consolato a Bassora);

(l) 1.854.836 per oneri di missione relativi a personale delle FF.AA. da inviare nei vari teatri operativi al di fuori dei contingenti;

(2) 5.000.000 per le attività di informazione e sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri;


e.  dal 01.07.2005 al 31.12.2005 (legge n. 158 del 31.07.2005, che ha convertito il decreto-legge n. 112 del 28.06.2005): € 237.414.444, di cui:

(1)  per le attività del Ministero della Difesa (ANTICA BABILONIA - Capo II della legge): 213.042.277 per 3.228 u., di cui:

(a) 151.070.022 per 2.391 u. dell’Esercito;

(b) 172.360 per 3 u. dell’Esercito impegnati nell’ambito del ROA di Abu Dhabi;

(c) 3.993.376 per 182 u. della Marina (158 u. per 60 giorni e 24 u. per 184 giorni);

(d) 10.744.824 per 220 u. dell’Aeronautica;

(e) 16.540.751 per 348 Carabinieri (MSU);

(f) 556.028 per 8 esperti militari impegnati nell’attività nazionale per la riorganizzazione del Ministero della Difesa iracheno;

(g)  405.328 per 6 u. impegnati nella missione NATO Training Mission in Iraq (NTM-I) per la formazione e l’addestramento del personale delle FF.AA. irachene;

(h)  8.747 per oneri assicurativi per i Carabinieri in servizio presso le Rappresentanze diplomatiche italiane (Ambasciata d’Italia a Baghdad e Consolato a Bassora);

(i)  3.663.148 per 70 componenti della C.R.I.;

(j)  4.000.000 per aiuti umanitari ("al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino di servizi essenziali");

(k) 100.000 per la cessione di materiali alle Forze di sicurezza irachene;

(l)  18.947.635 per trasporti da e per il teatro operativo di personale (avvicendamenti) e di rifornimenti logistici;

(m) 2.315.058 per le esigenze connesse con le comunicazioni satellitari;

(n)  265.000 per la realizzazione e la manutenzione di opere infrastrutturali;

(o)  290.000 per esigenze di supporto in teatro;

(2)  5.000.000 per le attività di informazione e sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

(3)  19.222.167 per le attività gestite dal Ministero degli Affari Esteri, previste nel Capo 1° della legge ("Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq");

(4) 150.000 per le attività del Ministero della Giustizia (previste nel Capo 1° della legge - "Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq"), nell’ambito della missione integrata della UE in Iraq denominata “EUJUST LEX” (http://ue.eu.int/cms3_fo/showPage.asp?id=268&lang=EN&mode=g);


f. dal 01.01.2006 al 30.06.2006 (decreto-legge n. 9 del 17.01.2006 e legge n. 51 del 23.02.2006): € 217.633.528, di cui:

(1) per le attività del Ministero della Difesa (ANTICA BABILONIA - Capo II della legge): 187.515.323 per 2.694 u., di cui:

(a)  129.686.997 per 2.093 u. dell’Esercito;

(b)  809.170 per 17 u. della Marina;

(c)  9.000.337 per 195 u. dell’Aeronautica;

(d)  13.021.259 per 286 Carabinieri (MSU);

(e)  721.930 per ulteriori 17 Carabinieri;

(f)  541.297 per 8 esperti militari impegnati nell’attività nazionale per la riorganizzazione del Ministero della Difesa iracheno;

(g)  398.719 per 6 u. impegnati nella missione NATO Training Mission in Iraq (NTM-I) per la formazione e l’addestramento del personale delle FF.AA. irachene;

(h) 132.711 per 2 u. (Carabinieri) impegnati nella missione NATO Training Mission in Iraq (NTM-I) per la formazione e l’addestramento del personale delle FF.AA. irachene;

(i)  8.605 per oneri assicurativi per i Carabinieri in servizio presso le Rappresentanze diplomatiche italiane (Ambasciata d’Italia a Baghdad e Consolato a Bassora);

(j) 3.670.104 per 70 componenti della C.R.I.;

(k) 4.000.000 per aiuti umanitari ("al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino di servizi essenziali");

(l)  20.589.555 per trasporti da e per il teatro operativo;

(m)  2.374.639 per le esigenze connesse con i collegamenti TLC;

(n)  650.000 per la realizzazione e la manutenzione di opere infrastrutturali;

(o)  1.910.000 per esigenze di supporto in teatro;

(2)  7.000.000 per le attività di intelligence della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

(3) 22.928.310 per le attività gestite dal Ministero degli Affari Esteri, previste nel Capo 1° della legge ("Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq");

(4)  189.895 per le attività del Ministero della Giustizia (previste nel Capo 1° della legge - "Missione umanitaria, di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq"), nell’ambito della missione integrata della UE in Iraq denominata “EUJUST LEX” (ue.eu.int/cms3_fo/showPage.asp?id=268&lang=EN&mode=g).


TOTALE EURO 1.534.604.000 A CUI VANNO AGGIUNTI GLI STIPENDI, EQUIPAGGIAMENTI E MEZZI DISTRUTTI (NdA)


19 maggio 2006 -- www.disinformazione.it --