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Pace, Pace, Pace! Nonviolenza, Nonviolenza, Nonviolenza! di Giovanni Sarubbi |
Gli
attentati di Londra rappresentano l'inizio di una nuova e cruente
fase della guerra mondiale in corso. Mobilitarsi per chiedere
un incontro di tutte le nazioni del mondo per decidere il futuro
dell'umanità
Mentre scriviamo queste note, non sappiamo ancora il numero delle
vittime degli attentati di Londra. Alcune agenzie parlano di ottanta
morti e novanta feriti. Il bilancio sembra essere sicuramente
destinato ad aumentare, visto il numero delle esplosioni ed i
luoghi dove esse sono avvenute. Ed è alle vittime che va
il nostro pensiero, a coloro che hanno visto trasformare la loro
vita in un inferno senza che potessero fare nulla per impedirlo.
Pensiamo alle vittime ed all'ondata di paura, odio e terrore che
da questi attentati verrà fuori. Paura, odio e terrore
che saranno amplificati dai mass-media ed usati in ogni modo per
la guerra e non per la pace.
Crediamo sia fuor di dubbio che ci troviamo di fronte all'ennesima
svolta della guerra mondiale nella quale viviamo. Una svolta che,
come le altre che l'hanno preceduta, tende ad una intensificazione
della guerra in corso e non ad una sua fine. Oltre ad Iran ed
Afghanistan, ricordiamo, ci sono altri 50 punti della terra, soprattutto
in Africa, dove si combatte e dove muoiono, come sempre, i più
deboli, i bambini, i vecchi e le donne. Ed ognuno di queste nazioni
rappresenta un luogo dove i mercanti di armi fanno i loro lauti
affari, sul sangue degli innocenti.
Significative le parole del presidente Bush: La
guerra al terrorismo va avanti. Questo ha dichiarato il
presidente Usa, in un discorso da Gleneagles (dove si trova per
il vertice del G8) a poche ore dagli attentati di Londra. I
terroristi - ha detto il presidente Usa - diffondono
odio e morte, noi diffondiamo la speranza. E la speranza
per Bush è il proseguimento della guerra e non la sua fine.
La sua speranza sono le armi e non il disarmo generalizzato di
tutto il genere umano. Ammesso che possa definirsi "umano"
ciò che l'uomo ha messo insieme in quanto ad armi.
Altrettanto significative le dichiarazioni della intelligence
italiana sulla matrice degli attentati che sarebbero da ricondurre
ad una "pista islamica". Secondo questa fonte riportata
da La Repubblica on-line senza ulteriori specificazioni, gli attentati
di oggi rientrerebbero "in una progettualità cominciata
con gli attentati di Madrid". Le stesse fonti italiane hanno
anche dichiarato la non attendibilità della immancabile
rivendicazione dell'attentato da parte di Al Qaeda. Sempre La
Repubblica on-line ci informa che Scotland Yard aveva allertato
questa mattina l'ambasciata israeliana a Londra sulla minaccia
di possibili attacchi terroristici nella capitale. La notizia
è stata riferita da fonti ufficiali israeliane. La sede
diplomatica dello Stato di Israele è stata chiusa subito
dopo le esplosioni, così come molte altre ambasciate.
Considerato tutto ciò, non ci stupiremmo affatto se nelle
prossime ore qualcuno puntasse il proprio dito accusatore contro
qualche stato islamico, uno a caso, l'Iran. Gli attentati di oggi
sono così finalizzati non alla pace e alla risoluzione
delle controversie internazionali attraverso metodi pacifici,
ma all'avvio di una nuova campagna di odio e di bugie come quella
che portò alla invasione dell'Irak nel 2003. E' un copione
già visto, così come è un copione già
visto quello della richiesta di ritiro delle truppe italiane dall'Irak
e dall'Afghanistan. Queste richieste, riportate con grande enfasi
dai mass-media, sono servite finora solo a rafforzare la presenza
militare italiana sia in Irak che in Afghanistan, hanno cioè
ottenuto l'effetto contrario a quello sbandierato.
Crediamo allora che sia quanto mai opportuno lo slogan lanciato
dai promotori della quarta giornata del dialogo cristianoislamico
di quest'anno: Vincere la paura per costruire la pace. Dobbiamo
sconfiggere la paura. Dobbiamo far capire alla gente che chi semina
morte e terrore in modo così "professionale",
come è successo a Madrid prima o a Londra oggi, è
qualcuno che conosce solo il "dio denaro" e che non
ha nulla a che vedere con i tanti migranti che vivono in Italia
per scappare da situazioni disperate. Situazioni disperate create
proprio da quegli stati che parlano di lotta al terrorismo ma
che non smettono di vendere armi a gruppi tribali africani in
lotta fra loro, per poter poi avere la giustificazione di un intervento
"umanitario" che porti determinati paesi, guarda caso
ricchi di materie prime, sotto il dominio delle superpotenze egemoni.
E' la vecchia storia dei mercanti di armi che vendevano fucili
agli indiani americani per permettere all'esercito americano di
distruggerli. Chi vende armi ci guadagna sempre, chi le usa uccide
ed è ucciso. Ci piacerebbe sapere, ma siamo sicuri che
nessuno ce lo dirà mai, da quale fabbrica è uscito
l'esplosivo usato a Londra. Da quello che abbiamo letto in queste
ore non ci pare si possa dire di trovarsi di fronte ad esplosivi
rudimentali.
Questi attentati avranno il risultato di mettere in secondo piano,
qualsiasi programma di aiuto per l'Africa, qualsiasi ipotesi di
eliminazione del debito che doveva essere preso dal G8 in svolgimento
proprio oggi. Questi attentati servono a dare la direzione di
marcia al G8. Sono la risposta ai tanti che volevano indicare
al G8 un'agenda diversa da quella della guerra e che nei giorni
scorsi aveva visto la mobilitazione anche delle rockstar, con
concerti svolti nelle principali città del mondo. Chi istiga
alla guerra e al cosiddetto "scontro di civiltà",
fa proprio il gioco dei terroristi, usa le loro azioni per continuare
a mantenere una situazione insostenibile da qualsiasi punto di
vista, persino da quello squisitamente economico.
Che tutti ci si mobiliti per la pace. Che nessuno lasci nulla
di intentato per promuovere la pace, la riconciliazione fra i
popoli, la risoluzione dei conflitti internazionali attraverso
le trattative. Sarebbe finalmente ora che qualcuno lanciasse l'idea
di una assemblea generale di tutte le nazioni del mondo, e non
solo di un gruppo di superpotenti, che decida su come l'umanità
debba continuare la propria vita su questa Terra, che è
l'unica che abbiamo e che rischia di esplodere da un momento all'altro.
Chi vuole la pace prepari la pace. Chi vuole evitare altri conflitti
si mobiliti per promuovere gli incontri fra le nazioni, cominci
a disarmarsi unilateralmente, dica in modo chiaro che la produzione
di armi è un attentato contro la sopravvivenza dell'umanità,
che ha ben altri e gravi problemi da affrontare che non soddisfare
la voglia sfrenata di ricchezza individuale di qualche supermiliardario
in dollari che ha scambiato il mondo per l'orto di casa sua.
Pace, Pace, Pace! Nonviolenza, Nonviolenza, Nonviolenza! Queste
le uniche parole degne di essere ripetute in queste occasioni
tragiche di fronte alle quali ogni essere umano deve assumersi
le proprie responsabilità.
Giovedì, 7 luglio 2005
«Il Dialogo - Periodico di Monteforte Irpino»
www.ildialogo.org
Direttore Responsabile: Giovanni Sarubbi
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