da FRATE FRANCESCO, Anno 76, n° 2, Febbraio 2000,
pagg. 6, 7, 8, 9
Bravi “Ragazzi“ o ragazzi “bravi“?
“Panurgo, dove sono i tuoi montoni? In fondo al mare! No, li ho visti
nel centro della città“
Se i ragazzi sono diventati dei “Bravi”,
di chi è la colpa? Dell'Innominato? Di Don Rodrigo? Di Don Abbondio? Della
Società?
Siamo ormai al ritornello. La
devianza minorile ripropone, a cicli ricorrenti la domanda sulla bontà o meno
della natura umana e sul significato dell'educazione.
L'antropologa Ida Magli va sicura:
“Le gang di giovani criminali sono formate da ragazzi per bene, figli di
famiglie agiate” (Il Resto del Carlino, 6.1.2000).
Ciò indica la causa di tal comportamento:
“La convinzione marxista e
cattolica, che sia l'ambiente a formare l'uomo”. Tutto ciò è vero per il
cristianesimo reale, nel senso che il cristianesimo originario prevede solo la conversione, come radice del
costituendo gruppo e il gruppo (o Chiesa) doveva essere la “città sul monte”;
poi il gruppo ha conquistato il potere e si è autogestito con un blocco etico
che cresce su stesso e costituisce un contenitore istituzionale (“religione”)
adiacente ad altri contenitori radicati in una qualche ideologia (religiosa e non).
Prima di fare un qualsiasi
discorso su questo tema, bisogna avere chiara la posizione del pensiero greco-cristiano
e del conflitto scoppiato all'interno del pensiero cristiano due secoli fa con
l'impennata di Rousseau.
L'uomo cosi com'è – aveva detto il
pensiero greco nel suo momento più carismatico non è il vero uomo. Il suo vero
essere è un”dover essere”. La virtù si insegna, non è innata, dirà Socrate ai
tradizionalisti; ma agli educatori di professione - per es. a Protagora che
andava dicendo che l'uomo è misura di tutte le cose - Socrate dirà che la virtù
non si insegna se non è un sapere teoretico, se cioè non ha come fondamento una
metafisica.
L'annuncio di Cristo (o Messaggio)
è, a sua volta, drammatico: l'uomo così com'è è un pessimo soggetto (e tanto
peggiore quanto più religioso) Per
diventare buono deve “convertirsi” e diventare capace di diventare “perfetto
come il Padre nei cieli”. Stop! Poi nasce la “civiltà cristiana” (società
buona) piena di individui cattivi da ridurre alla bontà. Rousseau rovescia i
termini del discorso e grida: “L’uomo è buono, gli uomini (al plurale) sono
cattivi”.
Nel sistema medioevale l’uomo è
cattivo (a causa del peccato originale) bisogna, dunque, fare qualcosa per
farlo diventare buono. Da qui la pedagogia repressiva o del castigo.
Nel sistema di Rousseau, invece,
l’uomo è buono e dunque bisogna fare qualcosa perché non diventi cattivo; da
qui l’educazione negativa o indiretta che promuove l’autoformazione. E tuttavia
una volta che Emilio è costruito ex novo, non lo si può immergere nella società
cattiva e, infatti, Rousseau scrive prima il Contratto Sociale per preparare ad
Emilio l’ambiente giusto. Il Contratto
Sociale è la presa di coscienza dell'origine democratica del potere.
Il marxismo ode la lezione di
Rousseau sulla società cattiva e per farla diventare buona usa la stanga.
Raddrizzare le gambe alla società significa raddrizzarle anche agli individui.
Questo è il punto in cui marxismo e cristianesimo si sono incontrati e la Magli
lo ha capito.
Ma oramai siamo al capolinea anche
della concezione rousseaiana e lo smarrimento è generale.
Vogliamo sentire alcune gole
profonde?
“Se la grande madre è la società,
permissiva, ammiccante, scandalosa, cosa può fare una madre, un padre, contro
uno Stato che propone come valore assoluto 50 miliardi di super-enalotto e ne
riempie i giornali di un'attesa salvifica?”.
Altri incalzano: “La famiglia? Né
tolleranza zero né tolleranza eccessiva; bisogna instaurare il si si, no no. Qualcuno si appella ai genitori che possono ancora umanizzare il mondo.
E' la tesi manzoniana opposta a
Rousseau: anziché strappare Emilio alla famiglia, formiamone una modello (Renzo
e Lucia) e avremo assicurata l'educazione dei figli.
Poi prende la parola l'esperto di
pastorale giovanile: “I genitori non hanno ancora imparato a educare i figli
con l'arma della convinzione (anziché
dell'imposizione), del ragionamento e
del dialogo e pensano di tenerli sotto controllo con il telefonino. Mentre in
realtà i figli avrebbero bisogno della
loro compagnia”. E giù pacche contro la società: “I ragazzi seguono catechismi
che ricevono dai mass media con modelli orientati verso il prestigio sociale,
la prepotenza, l'arroganza, il superfluo”. Poi arriva lo psicologo di gran
classe: “Sono bambini, la delazione è un errore. A questa età non sanno
distinguere il bene dal male. Agiscono per imitazione dei grandi. Non ha senso
punirli (..). Se sono violenti o depressi è perché non hanno punti di
riferimento”. E giù contro la società: “Questa società è in grado di insegnare
la distinzione tra bene e male? Non mi pare. Mi sembra che domini l'etica della
circostanza”.
Altri si rifugiano in una forma di
disperazione: “Il mestiere del genitore è il più difficile del mondo. Qualsiasi
cosa fai, è un errore”. A costoro vorremmo subito suggerire: “Già, adesso
capite perché Dio mette Adamo e Eva fuori dal Paradiso e dice loro con un
sorriso amaro: ragazzi sbrigatevela, io vi do una sola moneta del mio tesoro:
la libertà”.
La Magli insiste: “Anche i
cattolici, da lungo tempo dimentichi della natura umana decaduta, non sanno bene
a che cosa attribuire la delinquenza dei bravi ragazzi”. Egregia signora Magli,
i cattolici cui lei si riferisce, sanno, sanno a che cosa attribuire la
delinquenza dei bravi ragazzi; puntano il dito contro l'ateismo trionfante
(caduta dei valori), contro il permissivismo dell'etica pluralistica e del
laicismo (spudorato); questi cattolici sanno, sanno che l'uomo è decaduto, ma
non ammettono di non essere riusciti a presentare al mondo un modello minimo di
ecclesia e si affidano disperatamente
alla pratica del battesimo ai bambini, immaginando che quel sacramento rimetta,
per se stesso, in sesto l'uomo.
D'accordo: < L'uomo non può
essere mai ridotto a “ricevere” e comunque non può essere privato
dell'aggressività >.
Ma altro è usarla, poniamo, per
spingere la zappa nel ventre della terra e altro per spingere il coltello nel
ventre di un uomo; altro per usare l'energia necessaria per accoppiarsi nel matrimonio
e altro per stuprare, in nome della “volontà di potenza” (non è Nietzsche che
proclama originaria la poligamia e deviata la monogamia?).
Certo, certo, i bisogni più
importanti non sono quelli “di essere nutriti, alfabetizzati, amati; ma combattere,
lottare, mettersi alla prova per mangiare, per conoscere, per amare”.
E questa fu appunto la via seguita
da Rousseau quando osò sradicare Emilio dalla famiglia per inserirlo in una
società non perfetta” - fatta da Dio e gestita dalla Chiesa e dal Principe - ma
da costruire a colpi di leggi democraticamente discusse.
“D'accordo tutto quello che è
necessario e desiderabile, lo diventa soltanto se bisogna conquistarlo, ossia
se costringe l'uomo ad “aggredire” il mondo che lo circonda, imprimendovi una traccia
di sé; dove ci sono battaglie, vittorie su se stessi e sugli altri”.
E tuttavia, Signora Magli, qui il
discorso scappa per la tangente e si avvicina all'etica niciana.
Ebbene, anche la parentesi aperta
da Rousseau è oramai al capolinea. Il modello delle democrazie europee e
occidentali, derivato dal Contratto Sociale, si è impantanato nella struttura
partitica urlante dentro allo Stato Nazionale sovrano dove si lotta - alla
maniera niciana - per ottenere il 50 più uno per cento che ti dà la possibilità
di dettare la tua etica al 49,9 per cento. E ciò in una lotta ad arma bianca
dove non solo è traballante la stabilità dei governi, ma persino quella sociale
tout court. Ma dove sta scritto che si debba convivere praticando etiche
contraddittorie che avvelenano gli animi e le legislazioni?
Ecco perché sulle colonne di Frate
Francesco parliamo con insistenza della “divisione delle etiche”. Intendiamo
applicare il modello non solo alla politica, ma soprattutto alla pedagogia.
L'aut aut intendiamo porlo brutalmente alle femmine a dodici anni, ai maschi a
quindici. Per il mangiare, l'assistenza
non dovrà superare l'anno solare. Chi si “convertirà” al Messaggio di Cristo
potrà dare origine al gruppo capace di superare il capitalismo!
Si dirà: “E i genitori che
faranno?”. Anche per loro stessa soluzione, se è vero che la democrazia sarà
compiuta - e non più falsificabile – quando si potrà attuare
l'autodeterminazione dei gruppi e ognuno potrà giocare la propria etica, visto
che la ribellione alle leggi si esprime senza uno scopo.