FRATE FRANCESCO

Anno 77 ­ n° 8 ­ Ottobre 2001 ­ Pag. 6-9

 

Il cristianesimo come fenomeno carsico?

 

Morire e risorgere è solo di Cristo. Il resto "diviene" (K.O.)

Ci ha incuriosito, sul CORSERA del 16/7/01, il titolo del Prof. Francesco Alberoni "Perché il Cristianesimo, anche se muore, poi risorge". E questa la lettura di un sociologo. II problema nasce con Gioachino da Fiore, il primo pensatore cristiano che rifiuta la identificazione tra la prima venuta di Cristo e il rinnovamento istituzionale della Civitas Christiana. II Natale non è valso a rinnovare l'umanità. L'Istituzione ecclesiastica che ruota attorno al Natale e alla Risurrezione presenta i sintomi di una irreparabile decadenza; dovuta allo strapotere dei chierici. Per cui al di là del Nuovo Testamento, occorre ipotizzare un altro Testamento contenente la religione dello Spirito. Nasce qui un errore tipico di tutte le religioni. Quello, cioè, di affidare la soluzione dei problemi umani all'intervento esterno di un Dio veterotestamentario volto a distruggere i "cattivi" e a instaurare il Regno della giustizia e della pace. Il cristianesimo, invece pone Gesù Cristo come Logos suggeritore di "ricette" o di "brevetti" pronti per l'uso. Ma in questo caso, occorre darsi da fare per realizzarli e ciò implica una rinuncia di sé e un rendersi "strumento" di novità.

Dopo la Riforma Protestante e in pieno illuminismo, Lessing riprende la riflessione di Gioachino da Fiore e riduce il dato "rivelato" alla pura "razionalità". Ne L'educazione del genere umano egli spiega come Dio abbia scelto un singolo popolo per iniziare; su terreno vergine, la sua opera educativa. Ma il primo Libro (Bibbia) consegnato allo scolaro è oggetto di cavilli. Un migliore pedagogo viene mandato al fanciullo diventato ragazzo. Costui - Gesù Cristo - gli strappa di mano il testo elementare per sostituirlo con la Buona Novella. Resta da vedere se si può andare oltre il Nuovo Testamento. Lessing pensa di sì e pensa che la strada per la quale l'umanità perverrà alla perfezione deve essere percorsa da ogni singolo in una seconda vita e per il tramite della metempsicosi. Lessing è ostile alla organizzazione esteriore sia degli Stati sia delle Chiese ed esalta la Massoneria come libera associazione di tutti i cittadini del mondo e come fondamento di una Comunità nazionalistica universale, capace di superare - annullandone i conflitti - le divisioni fra gruppi politici e sociali e fra Confessioni religiose.

La tesi di Benedetto Croce contenuta nel famoso articolo del I942 "Perché non possiamo non dirci cristiani" - è nota. Egli nega che il Cristianesimo sia una "Rivelazione" ma ammette che sia la più grande "Rivoluzione" mai avvenuta. Ciò significa che non tutto potevano dire i testi del Nuovo Testamento. C'era bisogno di integrazioni successive; apportate, infatti, dal Rinascimento, dalla Riforma Protestante, dall'Illuminismo e giù fino ai cultori della storia come scienza (Hegel). Per cui anche lui (Croce) benché condannato dalla Chiesa, porterebbe, con il suo "storicismo" un tassello alla perfezione del Cristianesimo (per cui non può non dirsi cristiano). Non a caso, Croce, magnifica le imprese belliche del Cristianesimo reale come le Crociate e la conquista delle Americhe.

Il Prof. F. Alberoni dice di aver partecipato a un dibattito con Mons. Maggiolini sul tema del libro dello stesso Maggiolini "La fine della nostra cristianità". Su questo scivolo - a furia di scristianizzare, il Cristianesimo potrà scomparire dall'Italia. A nostro giudizio, il Cristianesimo (ammesso che ci sia mai stato) è scomparso da un pezzo. E cioè da quando è caduto al rango di religione e ha fatto dire al pensiero laico che "tutte le religioni sono uguali". Le richieste di perdono del Papa ne sono, indirettamente la prova più sonante. Per cui non c'è bisogno di elencare ciò che ha fatto di negativo il Cristianesimo reale. Su questa via non è da escludere che le altre religioni lo devastino del tutto; come è avvenuto nell'Africa consolare e nell'Asia minore. Le religioni sono in posizione dualistica come gli Stati, e debbono ipotizzare la "guerra santa". Anche questo modello è di origine storica ed emerse nel Cristianesimo quando il cristianesimo si è abbassato al rango di religione.

Il Prof. F. Alberoni crede impossibile la scomparsa del Cristianesimo dall'Italia, anche se vede la sparizione di una certa pratica religiosa, la poca importanza dei dogmi, il catechismo negletto. E tuttavia, a giudizio del Prof. Alberoni il Cristianesimo, "una volta entrato lascia nel cuore degli uomini una strana indelebile speranza: quella della redenzione etica del mondo". A parte l'opinione di Hegel e di Kant che vedono nel Vangelo solo la componente etica e però inattuabile a livello di massa (Hegel); tutte le religioni aspirano - in vario modo - a tale redenzione. Ed è qui la caduta del Cristianesimo al rango di religione per cui i cristiani non riescono più ad attuare la redenzione. Perché? Perché la rivoluzione salvifica è (o deve essere) una conseguenza della cosiddetta metànoia e non può essere direttamente operata dall'etica naturale. E ciò resta vero per tutte le "religioni" e per tutti i movimenti politici o culturali. Tant'è che il Prof. Alberoni inconsciamente, cita i Vangeli (Gesù annuncia il Regno di Dio) ma quello di lassù. Anche se ammette che la "trasformazione" inizia già con la sua presenza sulla terra. Gesù predica e pratica un ordine morale che ha la sua radice nella "rivelazione" produttrice di metànoia.

"Amatevi come Io ho amato voi" (cioè senza profitto ) non è un ordine morale trascendente ma una "novità esistenziale" frutto di metànoia. Tant'è che la parabola dei lavoratori della vigna (citata dal Prof. Alberoni) è si la soluzione del rapporto di lavoro, ma deriva da una metànoia e non è un ordine morale trascendente, cui ci si possa applicare con le sole forze umane. Si vuol dire che la "parificazio- ne dei salari" sarà frutto di conversione non di un decreto legge. Il condono dei diecimila talenti è ancora una denuncia della meritocrazia; ma per superarla, da capo, occorre una metànoia. Circa il riferimento alla parabola del Prodigo, non è che il Padre accolga "il figlio dilapidatore" ma il figlio "convertito". E per quanto riguarda l'adultera Gesù afferma questo principio: "Non è lecito uccidere ratione peccati" e al peccatore chiede di non peccare più. Per cui non c'entra il problema del perdono. Circa il "non giudicare precisiamo che Gesù proibisce il giudizio di essenza non il giudizio di fatto (di Erode Gesù dice "andate a dire a quella volpe"). Per quanto riguarda il porgere "l'altra guancia" avvertiamo il Prof. Alberoni che l'evangelista opera una deduzione indebita e diventa più realista del re. Tant'è che Gesù quando nel Pretorio, riceve uno schiaffo non offre l'altra guancia, chiede conto - con due tremendi "perché" - della violenza. Dunque resiste al male e indica ai cristiani come resistere al male.

Per il Prof. Alberoni il Cristianesimo è "una religione complessa difficile che si presta a molte interpretazioni e divergenze". No, caro Prof., il Cristianesimo non è una religione e neanche un ideale trascendente è una novità esistenziale che risolve i problemi umani eo ipso, appena cioè è colto - per metànoia - il brevetto o la ricetta, veicolata a volte, per parabole. D'accordo, il Cristianesimo è "scomparso nelle guerre", ecc, ma perché è caduto al rango di religione (lava che si raffredda). Quindi il Cristianesimo, più che morto, molte volte è caduto al rango di religione e di tanto in tanto ci sono dei cristiani che ridiventano "contemporanei di Cristo", come direbbe Kierkegaard. Tipico il caso di S.Francesco, il quale pur rispettando il Papa e i sacerdoti che vivono secondo la "forma di Santa Romana Chiesa", lui, per parte sua vuol vivere "secondo la forma del Santo Vangelo". Posso concedere che il Cristianesimo sia un fenomeno carsico; ma non che sia morto e poi risorga. Credo invece, che il Messaggio di Cristo sia stato appiattito sulla melma terrestre del "religioso" e che, come istituzione, non riesca più a risollevarsi. Dove non potrà mai arrivare l'Istituzione - che tra l'altro è certa di essere infallibile - potranno arrivare singoli e gruppi cui è affidata la continuità del Messaggio (oltre la lava raffreddata c'è ancora il piccolo torrente di fuoco).

 

Aldo Bergamaschi