FRATE FRANCESCO

Anno 78 - n° 7 - Settembre 2002 -

 

La "Bibbia" nel futuro dell'Europa?

" "La Bibbia senza l'a piombo del Vangelo parola disarticolata" (K. 0.) .

 

A discutere il tema siamo tirati per i capelli da un intervento del Card. lo Maria Martini, apparso sul Corriere della Sera del 12/07/02, sotto il titolo "Culture e dialogo, La Bibbia nel futuro dell'Europa". L'intervento fa riferimento al convegno di Camaldoli, organizzato dalla rivista Il Regno, che aveva come titolo "Cristianesimo e democrazia nel futuro dell'Europa". Il Card. Martini elogia Camaldoli perch un luogo in cui si affrontano i problemi "politici" con un rigoroso riferimento alla "Parola di Dio"; intesa - aggiungiamo noi - pluralisticamente anche dai cristiani. E tuttavia il Card. Martini ravvisa in tutto ci l'identit con un "sogno" espresso nel secondo Sinodo dei Vescovi europei: assistere cio a una familiarit sempre maggiore di uomini e donne europei con la Sacra Scrittura, "letta e pregata da soli, nei gruppi e nelle comunit". Diciamo subito che, per noi, il Cristianesimo l'attuazione del Messaggio, non la lettura delle Scritture.

Facciamo attenzione all'errore cartesiano che consiste nel privilegiare il mezzo con cui si conosce, rispetto alla cosa da conoscere. Nelle Scritture si parla di Cristo e quindi le Scritture sono un medium in quo o quo lo conosciamo e non possono mai diventare un medium quod, pena la perdita di ci che dobbiamo conoscere. Nel cuore dei discepoli di Emmaus si accende l'amore per Cristo non per le Scritture. Formalizziamo l'errore cartesiano per i logici pi esigenti. "Cogito (la Bibbia) ergo (Cristianus) sum". Da qui la perdita dell'essere e la nascita dell'Idealismo. Cartesio doveva dire: "Cogito (la Bibbia) ergo aliquid est" dunque c' qualcosa e cio il Messaggio e non la modificazione del proprio io (e cio le scritture del V. T. come modificazione dell'idea di Dio di un gruppo umano).

Libro del futuro la Bibbia? Abbiamo qualche dubbio per le troppe insidie interpretative. Se poi il Card. Martini per cristianesimo intende tutte le Chiese cristiane presenti in Europa, non ci resta che metterci le mani nei capelli. Tutte queste Chiese hanno abbassato il Cristianesimo al rango di "religione" esattamente come accaduto al Cattolicesimo. L'unico che ha visto bene e denunciato tale caduta Karl Barth, cui diciamo "grazie".

Il Card. Martini sottolinea poi i quattro problemi "esistenziali" comuni, in Europa, a tutte le confessioni.

Ecco il 1: "La frammentazione e la parcellizzazione della vita (..) causata dalle diversit tra luogo di residenza, luogo di studio, luogo di lavoro, luogo di svago, con una conseguente dispersione degli orari familiari, come pure dalla molteplicit delle appartenenze". Ebbene s, siamo di fronte a un grave problema esistenziale, ma noi abbiamo maturato una soluzione che proponiamo: nel luogo di lavoro che i cristiani dovevano e devono fare ecclesia; in questo punto il sintomo primo della caduta del cristianesimo al rango di religione. La prima Comunit di Gerusalemme andata a picco perch non riuscita a risolvere il problema del lavoro, che era ed il rapporto in cui si convive pi a lungo (per otto ore a partire dal sec. XVIII, ricordando che la tripartizione delle 24 ore - lavoro, riposo, tempo libero - non una conquista cristiana) e dove si misura il grado della nostra fratellanza. E per esprimerci liberamente, diciamo che la fabbrica o, comunque, il plesso di lavoro paragonabile a una casa di prostituzione, dove lavoratore e datore di lavoro cercano il proprio "piacere" dando o ricevendo danaro. Ci che manca da secoli sempre la stessa cosa: la comunit cristiana nel rapporto di lavoro. Eppure Ges stato chiaro: "Amatevi come io ho amato voi", cio senza profitto!

La denuncia del Card. Martini totale: "Sempre meno i luoghi dove si conduce un tipo di vita contrassegnato dalla stabilit e dalla omogeneit delle relazioni (..). Per questo la gente sempre pi nervosa, stanca, divorata dalla fretta, bisognosa di stimoli e di eccitazioni crescenti". Meglio non poteva dire Lapalisse. Ma, anche qui, avanziamo una domanda maliziosa: era tutto "cristiano" nella stabilit e nella omogeneit nella parrocchia di don Abbondio? Il Manzoni critica il cristianesimo reale proprio nella sua forma molecolare e cio la parrocchia.

Il 2 problema "esistenziale", comune in Europa a tutte le Confessioni, recita: "il cristiano europeo vive convivenze logoranti e dirompenti. L'Europa non si pu ritenere del tutto secolarizzata (..) in alcune regioni permangono ambiti e luoghi vitali con residui pi o meno importanti di Cristianesimo (..). Questa mistura di ambiti confonde e smarrisce molte persone.

A nostro giudizio si tratta di un conflitto non tra cristianesimo e secolarizzazione, ma tra "religione" e secolarizzazione e siamo a forme striscianti di talebanesimo. Noi, per risolvere questo problema, ipotizziamo la "divisione delle etiche" dentro a uno Stato Planetario Confederale e democratico come abbiamo spiegato spesso da queste colonne di Frate Francesco.

A ulteriore riflessione, prendiamo il saggio Israele e l'Umanit dell'ebreo livornese Elia Benamozegh (morto nell'anno 1900) e presentato da Gianni Vattimo su L'Espresso del 6 giugno 2002. L'autore si richiama alla distinzione biblica tra una religione mosaica e una religione noachide (da No); la prima rigida e formalistica (poi dei Farisei), la seconda fatta di precetti generali, destinata a essere predicata a tutta l'umanit. Il popolo eletto ha la legge mosaica per fungere da ponte tra Dio e il mondo dei "noachidi" (noi gentili). E siamo alla beffa pi amara. Secondo E. Benamozegh, il Cristianesimo e l'Islam avrebbero istaurato esclusioni e fanatismi tradendo cos la loro vocazione universalistica perch hanno abbandonato la fonte prima, la Bibbia ebraica. Amabilissimo Card. Martini, come risponde a questo dribbling? Per noi "esclusioni" e "fanatismi" sono dovuti al ricupero della Bibbia ebraica, dopo aver tradito la rivoluzione del Messaggio, abbassandolo al rango di "religione". Se questa la lettura della storia dell'umanit nulla da rimproverare a Hegel il quale, almeno, pi logico nella illogicit di uno storicismo che porta la contraddizione in Dio.

Il 3 problema "esistenziale" sottolineato dal Card. Martini il suo giudizio sui vari tipi di cristiani esistenti in Europa. Egli usa l'immagine dell'albero: "Ci sono cristiani della linfa, i cosiddetti impegnati, coloro che partecipano abbastanza da vicino alle iniziative della parrocchia. Ci sono i cristiani del midollo che frequentano la messa con qualche regolarit (..) poi i cristiani della "corteccia" che vivono marginalmente rispetto alla comunit cristiana (..) Poi coloro che sono stati educati cristianamente, ma da tempo hanno abbandonato la Chiesa (..) infine i "lontani della seconda generazione" che non sono stati educati cristianamente (..) per lo pi non sono neppure battezzati". Amabilissimo Card. Martini, Lei ha fatto in sintesi la mesta storia del Cristianesimo caduto al rango di religione!

Il 4 problema riguarda un fatto nuovo: "La presenza in Europa di un numero sempre pi grande di seguaci di altre religioni, soprattutto musulmani". Ci vuole capacit di convivenza, dialogo reciproco, collaborazione, ricerca di valori comuni; se vogliamo evitare la ghettizzazione o lo scontro di religioni e civilt. Rispettiamo le buone intenzioni sottese a questo discorso, ma lo consideriamo retorico per disperazione mentale. Bisogna uscire dall'imbuto in cui siamo caduti da almeno diciassette secoli e riconciliarci con l'utopia di Cristo. E Cristo venuto a dichiarare la "crisis" (condanna) della "religione" e a dichiarare che lo Stato Nazionale (di origine biblica) il primo ostacolo al secondo comandamento (ama il prossimo tuo..). Cos abbiamo dichiarato la radice cristiana della nostra "divisione delle etiche".

Il Card. Martini afflitto perch "il mistero di Dio quasi assente nei segni esteriori della vita della societ" e perch siamo "minacciati da una aridit interiore che rischia di soffocare le coscienze". Da qui la proposta di introdurre la Bibbia quale libro educativo dell'umanit per il futuro dell'Europa. A nostro giudizio il cristianesimo non deve aspirare ad essere la "radice" dell'Europa perch tende nativamente a promuovere la unit del genere umano e quindi bene hanno fatto - sebbene con non chiara coscienza - i parlamentari europei a ignorare le "religioni" che vivono la follia missionaria senza risolvere nessun problema umano.

Familiarit dei cristiani con la Scrittura? Forse bisogner rivisitare quel "marcio" eretico di nome Marcione, il quale aveva capito la svolta che la Chiesa stava operando nel ricupero eccessivo del Vecchio Testamento; Paolo, infatti, gli aveva insegnato che solo il Messaggio rinnova e libera. La Bibbia racconta la devastazione della "religione" operata nel seno di un gruppo di uomini che vogliono andare ad adorare il vero Dio (il loro Dio) nel deserto e l giunti, con l'aiuto della mano potente di Dio, anzich mostrare il fulgore dell'etica dei credenti nel vero Dio, sono, da questo Dio, a tal punto nevrotizzati da autodistruggersi in attesa di trovare popoli da distruggere per comando di Dio. Non a caso Hegel, ha preso a modello il Dio veterotestamentario per spiegare il divenire come luogo in cui storia e verit si identificano. La Scrittura (V.T.) non conosce dialogo, ma solo annessione o sterminio. Il Vangelo conosce soltanto - vuole soltanto - l'attuazione del Messaggio preventivando il martirio. Il Dialogo con i non-credenti presto fatto se, come dice Ges: il cristiano, mostrando le sue opere buone, fa vedere Dio a chi non crede. Crediamo, infine, che la Bibbia (V.T.) debba essere confinata nel profondo passato - almeno per liberarci da due tumori ancora inseriti nel Catechismo (e cio la guerra e la pena di morte) - e il futuro affidato ancora al Messaggio del Dio-con-noi, allo stato puro, sine glossa, come diceva S. Francesco.