Che cos'è la
filosofia?
Filosofia: dal greco
antico philia (= amore per...) e sophìa (sapienza)
Parliamo di filosofia,
un termine ed una materia che può
incutere forse rispetto ma anche un po' di paura o sospetto o
diffidenza per chi non l'ha mai affrontata prima, e dunque da tenere a
debita distanza. Perché una simile reazione? Perché
ognuno di noi ha paura di ciò che non conosce e quindi sta
all'erta ed è pronto a difendere le cose che ritiene più
importanti, per la sua vita e per la vita degli altri.
Una delle principali caratteristiche della filosofia è
quella per cui essa cerca di far superare all'uomo le sue paure e di
condurlo per una strada che lo porti alla libertà, in modo che
possa giungere alla meta più ambita della filosofia stessa: la
verità.
Possiamo quindi definire la filosofia, già da subito, come
la ricerca disinteressata della verità. Sottolineerei
l'aggettivo disinteressata.
Non esiste nessun'altra attività o
forma di sapere che sia altrettanto "disinteressata" come la filosofia,
giacché essa non ha alcun altro scopo se non la conoscenza per amore della conoscenza stessa. Non
per nulla, la parola filosofia
-
come probabilmente saprete vuol dire in greco amore per il sapere.
Il filosofo è dunque colui che ama e desidera conoscere la
verità per amore della verità stessa, nel senso
più alto e disinteressato del termine. A lui non interessa la
verità per strumentalizzarla ad un fine qualunque (denaro,
potere, felicità, immortalità ecc.) bensì per la
sola ed esclusiva esigenza di verità e sete di conoscenza. Con
ciò intendo ribadire che essa non è tanto la ricerca
dell’ultimo o del primo fondamento, non è tanto la ricerca della
essenza profonda delle cose, non è tanto la ricerca del mistero
dell’essere o della conoscenza assoluta e simili. Essa può anche
riguardare quelle cose se nel suo cammino si imbatte in esse ma non
è affatto detto che essa debba per forza scoprire chissà
che o tendere ad una scienza esoterica. La ricerca della verità
è nello stesso tempo più ampia e più umile: non
pretende nulla e non inizia il suo cammino sapendo già dove
vuole arrivare; al contrario, non sa proprio dove la porterà la
sua ricerca.
La filosofia, essendo una ricerca disinteressata, potrebbe fare,
come dicevo all'inizio, paura a molti. In primo luogo, a tutte quelle
persone che hanno o seguono ideologie o credenze assolutistiche o
totalitaristiche, perché esse vogliono imporre la loro visione
del mondo a scapito di tutte le altre. Mentre la ricerca libera e
disinteressata non esclude le altre prospettive ma si confronta con
esse nel cammino comune verso il valore ideale della verità.
In secondo luogo, la filosofia può fare paura ed essere
rifiutata da tutti coloro che si ostinano nelle loro credenze ritenendo
di avere la verità in tasca e non ammettendo di potersi
sbagliare. La filosofia può invece insegnare loro che il cammino
verso la verità è lungo e difficile, che bisogna avere il
coraggio e la forza di decentrarci, di uscire da noi stessi, di porci
in ascolto degli altri (la filosofia è una scuola di
tolleranza), in modo di non considerarci l'Assoluto ma di ritenere la
propria prospettiva una delle tante e non l'unica completa e vera.
La filosofia, in altri termini, implica il riconoscimento dei
propri limiti, l'accettazione del nostro essere uomini e dunque
soggetti a sbagliare, ma anche l'accettazione che lo sforzo comune
nella ricerca della libertà e della verità è
fondamentale per la sua realizzazione.
In terzo luogo, la filosofia può far paura a tutti coloro
i quali rifiutano di "conoscere se stessi", di porsi i problemi
fondamentali e di dare loro una risposta (chiedersi: che cos'è
l'uomo? c'è Dio? c'è qualcosa dopo la morte? cos'è
il bene e il male? ecc.) per adagiarsi in un menefreghismo superficiale
facendo finta di nulla. Purtroppo, però, nelle situazioni-limite
dell'esistenza, che toccano prima o poi ogni essere umano, quelle
domande ritornano incessanti e non riusciamo a sfuggirle. Quando si
è soli, quando si è tristi, quando muore qualche persona
cara ci dobbiamo necessariamente confrontare col nostro io più
profondo, ed allora sarà quasi con terrore che riconosceremo di
aver sprecato molto del nostro tempo, cercando di imbottirci la testa
con pregiudizi e teorie già confezionate, risposte pronte ma che
non abbiamo mai realmente sottoposte ad esame e fatte realmente nostre
poiché non le abbiamo praticamente mai vissute. La filosofia
può aiutare a liberarci dal modo inautentico in cui abbiamo fino
a quel momento vissuto per farci cominciare da capo, per farci voltare
pagina, per iniziare una vita nuova, più sincera, per cominciare
l'avventura della conoscenza verso la nostra più autentica e
vissuta verità.
Essa ci chiederà, per prima cosa, di fare piazza pulita di
tutto quello che credevamo di sapere. Ci libera dallo stupido orgoglio
di crederci chissà chi, - una strada che ci condurrà
verso la realizzazione della nostra essenza più profonda, verso
quell'esigenza - presente nel cuore di ogni uomo - di felicità,
bontà, bellezza, verità, insomma di ogni valore positivo.
Vi è certo nel mondo la presenza del negativo, del male, ma la
filosofia può contribuire a sconfiggerlo, affinché esso
non prevalga nell'animo umano e l'ultima parola sia data comunque al
Bene.
La storia della filosofia, come vorrei proporvela io, è la
storia affascinante delle risposte che l'uomo ha dato, nel corso di
più di due millenni di storia, a tutti gli interrogativi che la
mente umana si è posta ed a cui ha tentato di rispondere.
Partiremo dalle origini in Grecia fino ad arrivare ai nostri giorni.
Vedremo molti filosofi, conosceremo le loro idee e ci stupiremo forse
della loro verità. Ma non ci deve colpire tanto la
diversità fra le loro teorie quanto piuttosto il fatto che siano
riusciti ad elaborare sistemi di pensiero così diversificati. Ma
vi rendete conto? Non è bello riconoscere la varietà
delle alternative? Ammettere la molteplicità delle risposte ad
uno stesso problema non è forse un arricchimento? Ciò non
rivela forse che le mille e più prospettive elaborate dagli
uomini non riusciranno comunque mai a colmare l'abisso della
Verità, che rimarrà il valore ideale a cui tendere
sempre? Non dovremmo dunque essere né scoraggiati né
dimostrare scetticismo nei confronti della varietà delle
filosofie umane ma anzi considerarla una ricchezza enorme. Il fatto che
il nostro bisogno della Risposta assoluta sia destinato a non essere
mai del tutto soddisfatto, non rivela paradossalmente il fallimento
della ricerca ma al contrario la vita stessa della filosofia: se
infatti si potesse raggiungere il fondamento ultimo, la ricerca
cesserebbe e la nostra conoscenza finirebbe. Ma ciò non è
appunto possibile ed è questo il bello della filosofia:
continuare incessantemente a porsi domande, ricercare instancabilmente,
liberamente, senza paura di affrontare questioni difficili o assurde o
proibite, per quanto possano apparire tali. Non aver paura di pensare,
osare conoscere, partendo dalla accettazione dei nostri limiti umani.
Ad alcuni potrà sembrare inutile questo continuo
interrogarsi senza accontentarsi di quello che è già
stato ottenuto, dei risultati già raggiunti ma, direi, è
solo grazie a quel non accontentarsi mai che l'uomo ha potuto
progredire e non si è fermato all'età della pietra. Si
dirà che il sapere ha prodotto cose molto brutte come la bomba
atomica. Però non è la ricerca e la conoscenza della
verità in sé ma è stato l'uso sbagliato che ne ha
fatto a volte l'uomo che ha provocato degli effetti disastrosi. La
conoscenza può essere usata per il bene e per il male: spetta
all'uomo, alla sua terribile libertà, decidere quale strada
intraprendere.
Filosofare vuol dire, ancora, assumere un atteggiamento di
meraviglia nei confronti di quello che c'è e ci è dato.
In altre parole, la filosofia vuole cogliere l'esistenza come tale. Si
meraviglia, si stupisce che le cose esistano: insomma, è
meravigliarsi perché qualcosa c'è mentre potrebbe non
esserci nulla. E' un rapporto dunque sui generis, fatto di stupore e di
gratuità, nei confronti dell'essere delle cose e del mondo. La
realtà è "meravigliosa", le cose hanno bisogno di una
spiegazione e ciò spinge l'uomo alla ricerca e stimola la sua
riflessione. In fondo, la filosofia è solo questo: ragionare
correttamente su quello che esiste.
La filosofia comincia quindi dall'esperienza della meraviglia,
dal chiedersi perché le cose esistono, e procede, con
l'astrazione, fino ad arrivare a formulare delle risposte a quei
perché.
La filosofia e la scienza (o meglio le scienze) hanno entrambe
come scopo la conoscenza, però la filosofia si distingue dalla
scienza perché vuole essere lo studio della realtà nella
sua totalità mentre le scienze studiano ambiti particolari della
realtà. Il che ci porta a dire che la filosofia è
essenzialmente metafisica, cioè ricerca del senso profondo delle
cose e del significato della nostra stessa esistenza. Infatti nella
totalità - oggetto di studio della filosofia - ci sono dentro
anch'io e perciò risolvere il problema del Tutto vuol dire
risolvere anche il problema dell'uomo, del valore della vita, della mia
vita. Ecco perché è inevitabile porsi, in quanto esseri
umani, i problemi metafisici fondamentali: perché esistiamo? per
quale fine noi e il mondo esistiamo? ecc.
Il problema del senso della vita ognuno di noi deve risolverlo.
Lo risolve già per il fatto di vivere in un determinato modo
piuttosto che in un altro. Anche chi vive, in apparenza, al di fuori di
ogni interesse filosofico e pensa soltanto al quotidiano e sensibile
nel senso più gretto del termine (oppure al lavoro o alla
carriera o al piacere o al sesso o allo sport o al divertimento o al
potere ecc.), ha implicitamente una filosofia perché considera
la vita sensibile o il potere ecc. come l'assoluto, la cosa per lui
più importante, che viene prima di ogni altra e dunque ha
risposto, seppure in modo superficiale, ai problemi metafisici che
citavo prima.
Mi avvio a concludere chiedendovi di riflettere su questo:
pensate agli ideali della vita e provate a chiedervi: qual è il
modo migliore di vivere? Come posso essere felice? Non posso sapere
già adesso, in questa vita, al di là di conoscere
astrattamente la verità, qual è il modo di vivere
pienamente un'esistenza felice nonostante i momenti di sofferenza?
Certo non è una cosa facile e certe domande esigono
risposte scomode, mentre è forse più comodo far finta di
nulla. Ma il filosofo è quel "rompiscatole" che vuole andare a
fondo, a tutti i costi, e non si accontenta di mezze risposte, di
ovvietà, di banalità.
La filosofia, oggi come sempre, può mantenere vivo un
clima di libertà intellettuale, di discussione, di apertura
verso il nuovo. Essa può favorire la creatività, la
fantasia, la riflessione, sviluppare una maggiore intelligenza critica
ed autonoma; in una parola, può insegnare ad essere un po'
più liberi e felici. Ecco che cos’è, oggi come sempre, la
filosofia.
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