Reggio Emilia, 15 luglio 2007

Nel trigesimo della morte di Padre Aldo




Buon giorno e buona domenica sorelle e fratelli. Celebriamo questa Eucaristia nel ricordo di padre Aldo Bergamaschi che ci ha lasciato esattamente un mese fa.

Mi sembra di occupare abusivamente questo pulpito che per tanti anni lo ha visto vostro maestro a questa messa delle ore 11,30 nell'interpretare la parola di Dio con profondo senso teologico, filosofico, ma soprattutto con una profondità ascetico-teologica che poteva sembrare a volte di disturbo ai benpensanti.

Tante volte ho avuto modo di soffermarmi con lui, seppure per brevi momenti, poiché il parlare a lungo lo affaticava, a parlare con lui di cose "vere" e non di cose "fatue". Vi confesso che sapeva educare alla "libertà", la libertà vera dei figli di Dio... sapeva educare alla carità, oh, la sua carità francescana!... oh, la sua povertà francescana!

Parlavo con lui delle trasformazioni che caratterizzano l'attuale scenario delle relazioni umane, attraversato  da un diffuso senso di angoscia e insicurezza e lui proseguiva che il tutto impone una riflessione culturale che comprenda la complessità delle forme di presenza e di impegno del francescanesimo e della Chiesa nel mondo, mondo nel quale emergono talora domande inespresse sul senso della vita, sul mistero dell'uomo, sull'esistenza e sulla verità di Dio, sul futuro dei popoli e ancora sulla giustizia, sulla pace, sulla vicinanza e sulla solidarietà agli uomini e donne poveri, sul rispetto dei diritti dei popoli, sulla possibilità di dialogo e di incontro tra le genti del mondo.

Anche la sera prima di morire si è fatto accompagnare fra i suoi poveri e li guardava in silenzio e forse il suo pensiero andava alla pagina del Vangelo che abbiamo ascoltato: "un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti..." Quanti briganti s'aggirano nel pianeta uomo!

Padre Gianfranco Meglioli