L’omelia di p. Gianfranco Meglioli


Stiamo celebrando l'Eucarestia durante la quale renderemo grazie al Signore di tutto quello che ha concesso al nostro confratello Aldo: il dono della famiglia, il dono della vocazione francescana, il dono del sacerdozio.

Il grande cuore di Aldo ha cessato di battere ieri mattina verso le ore 8, giorno nel quale la chiesa celebrava la festa del sacro cuore di Gesù e la liturgia proclamava: “Venite a me che siete affaticati e oppressi”. Oggi lo salutiamo nella festa del Sacro Cuore di Maria. Il cuore di Cristo e quello di sua Madre lo avranno già introdotto nel giorno di Dio che non ha sera né tramonto.

Caro Aldo, soltanto qualche mese fa eri voluto ritornare, durante le feste pasquali, nel tuo confessionale per amministrare il sacramento della riconciliazione: era questo un punto fermo della tua spiritualità: annunciare la bontà del Padre che aspetta l'uomo...

Oggi sei ritornato nella tua chiesa, davanti al “tuo” altare, davanti al “tuo” pulpito, che erano diventati in questi anni gli “strumenti del tuo mestiere” affidati a te da Cristo e dalla chiesa e dal padre s. Francesco.

Eri nato il 28 gennaio del 1927, lassù a Torrano, sotto il Monte Borello, piccolo paese che sempre ha "prodotto" gente onesta, come il tuo papà e la tua mamma, coi quali hai intrapreso, fin da bambino i giorni della transumanza verso un paese straniero, per essere con loro a guadagnare un po' di pane onesto. Tornato al tuo paese hai intrapreso un'altra transumanza: il collegio, il seminario. Strada facendo ti sei aggrappato al saio di Francesco d'Assisi, come fa un bimbo con la sottana di sua madre, e non l'hai mai mollato. Hai capito che Francesco sente come sua vocazione quella di aderire profondamente e integralmente al Vangelo e attraverso questa adesione contribuire alla riedificazione della "ecclesia".

Hai intuito che il modo di sentire il Vangelo di Francesco era quello di costruire una Chiesa fedele a Cristo e al suo messaggio. A ciò sei rimasto sempre fedele e tutti i tuoi sforzi, tutti i tuoi scritti, che ci lasci in eredità e che andranno sviscerati e studiati col tempo sono tesi ad una conoscenza vera del vangelo con la mediazione di Francesco.

Tutto il tuo insegnamento nei nostri studentati prima, e poi all'università fino al pensionamento stato dettato da una sincera ricerca della Verità, non delle "piccole" verità proposte dagli uomini, ma dall'unica Verità che viene proposta da Cristo all'uomo e che lo libera integralmente. quella Verità che da oggi contemplerai nella sua interezza a tempo pieno.

Stamane i giornali annunciavano: "É morto p. Aldo, il frate dei poveri". Sì, Aldo, amavi i poveri, perché hai vissuto in modo totale la povertà concepita da Francesco. Fino alla sera prima della tua morte ti facevi accompagnare in carrozzella a guardare in silenzio, con il cuore ferito, i bisognosi che ritiravano dalla nostra mensa la cena. Un giorno gli comprai due paia di ciabette e lui protestò. Mi disse che aveva bisogno di un solo paio, e che l’altro dovevo darlo a chi ne aveva bisogno.

Guardavi lontano, muto, e in quei momenti mi venivano in mente tutte le volte che hai "tuonato" da questo pulpito: "in una società che si dichiara cristiana non dovrebbero esserci poveri": quante volte hai tuonato contro il profitto ingiusto! e guardavi lontano, e ti era sempre più difficile trovare la forza di continuare a vivere in una società che crea disuguaglianze e forse anche per questo il tuo cuore andava lentamente spegnendosi.

Ecco, Aldo, avremmo ancora tante cose da dirti. Occorre però lasciare parlare anche il cuore e ascoltare l'ultima appassionata omelia che ci fai ora col silenzio della tua morte.

Non ti pesi l'attesa di rivedere tutti coloro che hai amato qui in terra, i tuoi amici che in questi ultimi tempi della tua malattia ti hanno assistito come figlio e fratello, e che noi Cappuccini ringraziamo con tutto il cuore, per ricomporci, nel giorno di Dio in quella comunità che solo in Dio è perfetta dal cielo, dove già ti pensiamo, continua a consolare le tante anime che hai beneficato coi tuoi consigli spirituali, e tutte quelle persone che hai indirizzato verso la conoscenza dell'unica verità.

Continua a spronarci nell'amore e nella conoscenza di Francesco d'Assisi. continua a farci gustare l'ascolto della parola di Dio, come solo tu sapevi fare e come tante volte hai fatto da questo altare e da questo pulpito.

Arrivederci Aldo!

Padre G. Meglioli, 16 giugno 2007