Religione, fede e cristianesimo: che confusione!


Le recenti dichiarazioni di Umberto Veronesi hanno avuto il merito di suscitare - solo purtroppo in alcuni: i più come al solito pensano a tutt’altro - una discussione su un argomento che è sempre di grande attualità.

L’argomento riguarda la ricerca della verità, sia nel campo scientifico che in quello religioso. Il rischio esiste in entrambi i settori: il rischio di creare dei sistemi rigidi e intoccabili (nel campo scientifico) e dei dogmi indiscutibili (nel campo religioso). Starei già per dire che se la Chiesa cammina coi piedi di piombo proprio per la sua rigida ortodossia, la filosofia e la scienza in genere hanno talora visto costruzioni ideologiche o favolosi castelli crollare di colpo, e rimanere con il sedere per terra.

Se partiamo dall’idea che la Verità è infinita, allora come possiamo mettere un limite alla sua ricerca? Come potrà la teologia essere dogmatica? Come può cioè parlare di Dio come se fosse qualcosa di statico e pretendere di ridurlo a delle formule catechistiche? E la religione non dovrebbe sentirsi continuamente interpellata dall’esigenza direi naturale di cercare e ricercare la Verità? Certo, ci possono essere delle tappe, mai però dei punti fermi. Le tappe non devono durare troppo a lungo. Si finirebbe per prenderle come mete. La meta è infinita, sempre al di là di ogni tappa. Non arriveremo mai al traguardo. Non sarebbe neppure bello.

Già la religione in quanto tale è uno schema che tende a irrigidirsi; ci pensa poi il potere di chi pretende di avere le redini di Dio in mano creare mura più solide, bloccare le finestre, sbarrare le porte e proteggere i propri adepti da ogni rischio di perdersi nei sogni d’infinito. Vuoi sognare? Sogna qui in casa, al chiuso, al buio, tra la muffa. I cieli sono il soffitto. Altro che: per tetto un cielo di stelle!

La teologia che diventa schiava della religione ne subirà i condizionamenti, le paure e le fobie, sarà tentata di mettere tanti paletti alla ricerca di Dio, condizionando la fede degli stessi credenti che rimarranno sempre devoti ma passivi sudditi, incapaci di camminare da soli.

Sì, ce l’ho con la religione, ma vorrei che non si mettesse tutto nello stesso calderone: religione, fede e cristianesimo. Anzitutto, la fede non è necessariamente religiosa. C’è la fede anche dell’ateo che crede nell’essere umano. Fede di per sé non è qualcosa di irrazionale. Posso poi credere in ideali che nulla hanno a che fare direttamente con la divinità. E c’è anche la fede nella cosiddetta rivelazione divina. Ciò non significa che io metta da parte la ragione o la rinneghi. Mi piace l’espressione: “intelligenza della fede”. La fede illumina la ragione, ma non la distrugge o mortifica. Ci tengo troppo alla ragione umana perché in nome di una qualsiasi fede in qualcosa o in qualcuno io le tarpi le ali. Certo, ci sono anche i misteri. I cosiddetti misteri della fede. Ma se posso li riduco al massimo. Ci credo anche, ma non è che dia loro una grande importanza. In pratica è come se non ci fossero.

Infine, il cristianesimo. L’ho ripetuto un centinaio di volte: il cristianesimo non è una religione. Se tu lo pensi o lo creda, sono affari suoi, ma sei fuori strada. Cristo non è venuto per fondare una nuova religione. Non sarebbe stato quel rivoluzionario che invece è stato. Cristo è unico nel suo genere. È stato così originale che ha voluto semplicemente dirci una cosa: “Guarda l’universo con occhi diversi, e scoprirai meraviglie nuove. Non devi aggiungere nulla a ciò che esiste. Il bello, il vero, il buono è già presente tutto intero nell’Universo. Attento, dunque, alla religione! Ho contestato a fondo quella ebraica, e non intendo rifarne un’altra. Parla pure di cristianesimo, ma anche qui: Attento! Il cristianesimo è Umanesimo integrale: ovvero, la rivalutazione o la scoperta dell’Universo, in tutte le sue migliori energie, meraviglie, potenzialità. Il cristianesimo non è dunque da contrapporre a tutto ciò che persegue lo stesso fine: ovvero, restaurare l’Umano nell’Universo!

Non temo la Scienza, con la S maiuscola, anzi è necessaria: senza la Scienza l’Universo sarebbe ancora inesplorato e l’Uomo ai primi ruderi della Storia. Purtroppo, le incomprensioni, i contrasti, addirittura i reciproci rifiuti o anatèmi non hanno fatto che del male all’Umanità. Non si tratta di scambiarsi amichevolmente le etichette, si tratta invece di capire che il fine è lo stesso: il progresso dell’Umanità, e di rispettarsi. O, ancora meglio, di collaborare. Non chiedo allo scienziato di sentirsi “cristiano”: chiedo alla mia Chiesa di accogliere la Scienza come compagna di viaggio. Verso l’Umanità.

don Giorgio De Capitani
sito web : www.dongiorgio.it/

video : www.youtube.com/watch?v=XN_yY7LxG-E&feature=player_embedded&fmt=18