SEMINARIO SUL VOTO DEI
CREDENTI ALLE ULTIME ELEZIONI:
FINE DELLA
“QUESTIONE CATTOLICA”?
Il più
esplicito è stato Marco
Politi, vaticanista
di Repubblica, che nel corso del suo intervento ha parlato di “tramonto
della questione cattolica in Italia”.
Del resto, leggendo i dati
presentati da Paolo Segatti, sociologo dell’Università Statale
di
Milano in occasione del seminario “I cattolici e il voto nelle elezioni
2008”, organizzato lo scorso 4 giugno a Roma dai Cristiano Sociali (1)
e da
“Italia Solidarietà”, la lettura di Politi è risultata
tutt’altro che
una forzatura.
Il quadro che è
emerso dall’analisi di Segatti è infatti molto distante da
quella polarizzazione laici-cattolici con cui numerosi analisti hanno
descritto - anche in tempi recenti - le dinamiche elettorali nel nostro
Paese. Il mondo cattolico “reale” è un aggregato estremamente
complesso, plurale, la cui autonomia decisionale è certamente
maggiore di quella immaginata dagli stessi politici cattolici che
ambirebbero ad esprimerne la rappresentanza, indipendentemente dal
fatto che tale “autonomia” sia intesa nel senso di una accresciuta
maturità politica o come la risultante di un processo di
secolarizzazione dai forti connotati individualistici.
Ma vediamo alcuni dati
presentati da Segatti di fronte a tutti i
maggiori esponenti cattolici del Pd (erano presenti, fra gli altri,
Dario Franceschini, Paola Binetti, Pierluigi Castagnetti e Mimmo
Lucà, che ha presieduto l’incontro. Molti di loro hanno
replicato il giorno successivo con il seminario a porte chiuse
organizzato da Franceschini e dalla rivista “Quarta Fase”
all’Università Gregoriana. A questo secondo appuntamento erano
presenti, tra gli altri, Massimo D’Alema, Franco Marini e Giorgio
Tonini). In Italia si dichiara cattolico circa l’86% della popolazione
(anche se la percentuale dei praticanti è in costante calo;
attualmente oscilla tra il 32% e il 25%). Di questa parte, il 42% ha
votato Pdl mentre il 36% il Pd: come si vede la distanza
è la
stessa che c’è tra le due coalizioni nei risultati complessivi a
livello nazionale. Solo il 4% dei
cattolici ha scelto l’Udc, l’unica
forza (a parte quella di Giuliano Ferrara) che si presentava come
esplicitamente “cristiana”, grazie anche alla benedizione giunta dai
vertici della Cei e dalla stampa cattolica ufficiale. Nella
composizione interna al suo elettorato, dove i cattolici praticanti non
raggiungono nemmeno la maggioranza, l’Udc dimostra la scarsa
capacità di attrattiva di una formazione che si presenta come
diretta espressione del mondo cattolico.
Le percentuali di
cattolici all’interno dell’elettorato di Pdl e Pd,
rispettivamente del 35% e del 27%, rilevano una sostanziale analogia
nella composizione dei due bacini elettorali. C’è stata una
certa predilezione dei cattolici per il Pdl - anche a causa dello
scontro fra il passato governo di centrosinistra e il mondo cattolico
organizzato, in seguito ad iniziative legislative come quella sui Dico
- ma la tendenza è ben lungi dal costituire un dato strutturale.
Lo ha capito benissimo Silvio Berlusconi - da grande uomo di marketing
- quando ha dichiarato che il suo partito è “eticamente
anarchico”: non solo la percentuale di elettori “laici” in entrambi gli
schieramenti è ampiamente maggioritaria, ma gli stessi cattolici
sono molto poco propensi a far derivare dalla propria scelta di fede un
giudizio sulle “tematiche cattoliche” e tanto meno una determinata
opzione di schieramento. Se nel 1972, ha spiegato Segatti, l’equazione
scelta religiosa-opinione sul divorzio-voto politico manteneva una sua
validità ed una rilevante capacità analitica, ben diversa
è la situazione attuale, nella quale la catena consequenziale
scelta religiosa-opinione su Dico/testamento biologico/legge 40-voto
politico ha perduto quasi del tutto la sua efficacia interpretativa.
Il concetto è
sintetizzato con efficacia da Paolo Natale, autore
insieme a Renato Mannheimer del volume di prossima uscita Senza
più sinistra, dove è contenuto anche lo studio di
Segatti: “Piaccia o non piaccia – ha detto Natale aprendo il seminario
di “Quarta Fase” – pare proprio che anche questa volta molti cattolici
praticanti abbiano votato sulla base di considerazioni mondane, delle
proprie paure o dei propri bisogni materiali. Un po’ come hanno fatto
tutti gli elettori”. (e. c.)
(1) www.cristianosociali.it
Fonte: www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=42893